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Inflazione in Russia: perché la Banca Centrale mantiene i tassi alti

Inflazione in Russia: perché la Banca Centrale mantiene i tassi alti

La Banca Centrale Russa mantiene il tasso di interesse chiave al 14% per combattere l'inflazione, che ha raggiunto il 6,3% a settembre, nonostante le pressioni per ridurlo

La Banca Centrale della Russia ha deciso di mantenere il tasso di interesse chiave al 14% per contrastare l’inflazione persistente. Questa scelta arriva in un contesto di crescenti pressioni sui prezzi alimentate da attacchi con droni ucraini alle raffinerie di petrolio e da una riduzione temporanea delle capacità produttive.

L’inflazione annuale ha raggiunto il 6,3% il 7 settembre, superando le previsioni iniziali.

Nonostante ciò, le autorità mantengono una previsione di inflazione per l’anno compreso tra il 6% e il 7% con l’obiettivo di ridurla al 4% nel prossimo anno.

L’impatto degli attacchi alle infrastrutture energetiche

Negli ultimi mesi, i prezzi sono stati fortemente influenzati da componenti volatili, tra cui carburanti e prodotti agricoli. In particolare, l’aumento dei prezzi dei carburanti ha avuto un impatto significativo sulle dinamiche inflazionistiche di base.

Gli attacchi ucraini alle raffinerie di petrolio e alle infrastrutture energetiche russe hanno causato gravi disagi. Dalla primavera, i droni hanno interrotto o ridotto la produzione in impianti cruciali per la produzione di benzina, portando a gravi carenze di carburante in tutto il paese.

Le sfide economiche e le aspettative degli investitori

Le aspettative di inflazione tra le famiglie, le imprese e i partecipanti ai mercati finanziari sono variate, ma rimangono elevate.

Questo potrebbe ostacolare un rallentamento sostenuto dell’inflazione.

La Banca Centrale aveva ridotto l’ultimo tasso di interesse il 24 luglio, portandolo da 14,25% al 14%. Tuttavia, la persistente inflazione e le tensioni geopolitiche hanno reso necessaria la decisione di mantenere i tassi alti.

L’inflazione è una preoccupazione globale, con il conflitto in Iran che ha spinto i prezzi del petrolio sopra i $100 a barile a causa di nuove minacce nello Stretto di Hormuz. Recentemente, la Banca Centrale Europea ha aumentato il suo tasso di riferimento di un quarto di punto percentuale, portandolo al 2,5%.

Le prospettive economiche per la Russia

Mentre la Russia affronta queste sfide, i costi di prestito elevati hanno pesato sulla crescita economica. I leader aziendali stanno facendo pressione per una riduzione dei tassi di interesse per stimolare gli investimenti.

La crescita del PIL in Russia è prevista a livelli di stagnazione, tra lo 0% e l’1% per quest’anno. La situazione richiede un equilibrio delicato tra il controllo dell’inflazione e il sostegno alla crescita economica.

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