> > Domenico Caliendo: le conclusioni dei periti sul trapianto fallito a Napoli

Domenico Caliendo: le conclusioni dei periti sul trapianto fallito a Napoli

Domenico Caliendo: le conclusioni dei periti sul trapianto fallito a Napoli

Nuove rivelazioni sul caso Domenico Caliendo: i periti confermano che l'uso del cuore artificiale avrebbe potuto salvare il bambino. Scopri tutti i dettagli

Domenico Caliendo un bambino sottoposto a trapianto di cuore il 23 dicembre 2025 all’ospedale Monaldi di Napoli è al centro di una perizia depositata dai consulenti nominati dal gip Mariano Sorrentino che ricostruisce le fasi dell’intervento e le decisioni successive fino alla morte del bambino avvenuta il 21 febbraio. Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2026.

La perizia di 553 pagine ha valutato aspetti tecnici, organizzativi e le scelte terapeutiche adottate dopo l’intervento, con rilievi sul trasporto dell’organo da Bolzano e sul mancato utilizzo del Berlin Heart. Il contenuto della relazione ha indotto l’avvocato Francesco Petruzzi rappresentante della famiglia, a chiedere alla Procura una verifica sulle qualifiche di reato.

Criticità nel trasporto dell’organo e valutazioni anatomo-funzionali

I periti hanno segnalato l’uso di ghiaccio secco nel contenitore che ha trasportato il cuore da Bolzano a Napoli una prassi che ha violato le linee guida e che avrebbe reso l’organo inutilizzabile a causa delle basse temperature. Nella relazione i consulenti hanno esaminato se vi fossero alterazioni anatomiche o funzionali riconducibili a errori delle equipe di Bolzano e del Monaldi, richiamando la necessità di verifiche sulle condizioni del cuore al momento dell’espianto e dell’impianto.

Il ruolo del Berlin Heart e la scelta dell’ECMO

I periti hanno valutato che il collegamento al Berlin Heart Excor entro 72 ore dal trapianto avrebbe incrementato le probabilità di successo di un ritrapianto: “Se entro 72 ore fosse stato collegato al Berlin Heart, il cuore artificiale extracorporeo, Domenico sarebbe stato ritrapiantabile e avrebbe avuto una percentuale di riuscita di oltre il 70%”, ha dichiarato l’avvocato Francesco Petruzzi. Nella perizia si osserva inoltre che l’uso prolungato dell’ECMO non avrebbe garantito un supporto circolatorio durevole paragonabile al VAD.

Indagini, indagati e misure cautelari

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Al momento sono indagati sette sanitari, tra cui i cardiochirurghi Guido Oppido ed Emma Bergonzoni per tentato omicidio colposo in concorso. Il gip Mariano Sorrentino ha inoltre ritenuto che vi fossero elementi per contestare la falsificazione della cartella clinica, e ha disposto interdizioni professionali commisurate a 12 e 7 mesi, decisioni che sono state impugnate davanti ai giudici del Riesame.

La difesa di alcuni medici ha replicato sostenendo di aver operato “secondo le procedure, secondo le ‘leggi dell’arte’, ovviamente in mancanza di un segnale di allarme interno alla sala operatoria, circa le condizioni del cuore giunto al Monaldi”. La Procura sta valutando la richiesta avanzata dall’avvocato Petruzzi di ricondurre le ipotesi di reato a una fattispecie più grave.

I periti che hanno firmato la relazione sono i professori Biagio SolarinoUgolino Livi e Ferdinando Luca Lorini che hanno analizzato dettagli clinici, gestionali e logistici a partire dalla data dell’intervento del 23 dicembre 2025 fino al decesso del bambino il 21 febbraio. Il documento e le osservazioni contenute potrebbero influenzare le determinazioni della Procura e l’eventuale evoluzione delle imputazioni a carico dei sanitari.

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