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Sconto gasolio prorogato: come verranno coperti i costi

Sconto gasolio prorogato: come verranno coperti i costi

Scopri i dettagli della proroga dello sconto sulle accise del gasolio e come il governo intende finanziare la misura.

Il Consiglio dei ministri ha deciso di prorogare lo sconto fiscale di 17 centesimi al litro sul gasolio fino al 17 settembre 2026. La misura, che ha un costo di 86 milioni di euro, sarà finanziata attraverso una riduzione del Fondo per gli interventi strutturali di politica economica.

La decisione è stata annunciata dalla premier Giorgia meloni, che ha sottolineato l’importanza di aumentare la produzione nazionale di petrolio e gas per ridurre la dipendenza dall’estero e garantire costi più bassi a famiglie e imprese.

Le motivazioni dietro la proroga

Il governo aveva inizialmente previsto di abbandonare i tagli fiscali generalizzati sui carburanti, considerati non più sostenibili e favorevoli soprattutto ai più ricchi. Tuttavia, la mancanza di un accordo nella maggioranza su misure alternative ha portato alla decisione di prorogare lo sconto per un’altra settimana.

L’obiettivo era passare ad aiuti mirati per le categorie più colpite, come i meno abbienti e gli autotrasportatori.

Tuttavia, la difficoltà di trovare le risorse necessarie ha reso questa opzione non immediatamente realizzabile.

Le reazioni delle associazioni dei consumatori

Le associazioni dei consumatori hanno criticato la proroga, definendola inadeguata. L’Unione nazionale consumatori ha richiesto un raddoppio dello sconto, mentre il Codacons ha chiesto di estendere il taglio delle accise anche alla benzina.

Intanto, le quotazioni di petrolio e gas continuano a salire a causa della guerra in Iran e del crollo della produzione saudita. Il petrolio americano Wti ha superato i 100 dollari al barile, mentre il gas alla borsa europea Ttf di Amsterdam ha raggiunto quota 81 euro al megawattora.

Le prospettive future

Il governo sta valutando diverse opzioni per finanziare gli aiuti ai carburanti. Tra queste, una tassazione degli extraprofitti delle società energetiche e un contributo dalle banche. Tuttavia, queste misure incontrano resistenze sia da parte delle imprese che dei politici.

Un’altra opzione è l’uso di carte carburanti per i dipendenti, ma il vicepremier Matteo Salvini vorrebbe estendere l’aiuto anche agli autonomi, una soluzione più complessa da realizzare tecnicamente.

Il governo attende con ansia il 22 settembre, quando l’Istat renderà noto se l’Italia è scesa sotto il 3% di rapporto deficit/Pil. In questo caso, il paese uscirebbe dalla procedura di infrazione della Ue, dando all’esecutivo maggiore margine di bilancio per intervenire.

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