Gli equilibri del Medio Oriente tornano a cambiare lungo una delle rotte marittime più delicate del pianeta. Gli Houthi, movimento yemenita sostenuto dall’Iran, avrebbero preso il controllo delle isole di Grande Hanish e Piccola Hanish, ultime posizioni ancora nelle mani delle forze del governo yemenita riconosciuto internazionalmente nell’area dello stretto di Bab el-Mandeb.
Nelle stesse ore, il gruppo avrebbe conquistato anche Perim, conosciuta con il nome arabo di Mayyun, l’isola che divide in due i canali navigabili tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden. Una sequenza di avanzate che rischia di modificare ulteriormente gli equilibri militari e commerciali della regione. La progressione sarebbe iniziata con la conquista di Mocha, storico porto sul Mar Rosso, e con l’avanzata verso sud lungo la costa.
“Tutto ciò che era sotto il nostro controllo sulla costa occidentale è caduto“, avrebbe dichiarato un funzionario militare yemenita all’agenzia AFP.
Houthi: il controllo dello stretto e il nuovo fronte marittimo
Il valore strategico delle isole conquistate è decisamente superiore alle loro dimensioni. Bab el-Mandeb, infatti, è largo circa 29 chilometri e rappresenta uno dei principali passaggi per il traffico navale internazionale.
Perim divide lo stretto in due canali navigabili, mentre le isole Hanish si trovano più a nord, tra Hodeidah e Mocha, in una posizione utile a condizionare le navi in avvicinamento. La conquista delle isole apre quindi un secondo fronte marittimo.
Gli Houthi controllano già gran parte dello Yemen settentrionale, compresa la capitale Sanaa, ma ora potrebbero disporre di posizioni insulari direttamente affacciate su uno dei passaggi più importanti tra Asia, Africa e Medio Oriente. Il movimento non si limiterebbe più a colpire le rotte commerciali dalla terraferma: il controllo di Perim e delle Hanish consentirebbe di esercitare una pressione più diretta sul traffico marittimo. In questo scenario, Teheran starebbe cercando di rafforzare una rete regionale che collega gli Houthi alle milizie irachene, con l’obiettivo di minacciare gli alleati americani nel Golfo attraverso una strategia coordinata.
La posizione dell’Arabia Saudita e la risposta degli Houthi
La situazione mette in difficoltà soprattutto l’Arabia Saudita. Riyadh non può permettere che gli Houthi consolidino una posizione dominante sul Bab el-Mandeb, ma un intervento militare diretto rischierebbe di riaprire un conflitto che i sauditi avevano cercato di congelare. Secondo le ricostruzioni, il principe ereditario Mohammed bin Salman avrebbe chiesto a Donald Trump un intervento militare americano diretto contro gli Houthi. Washington, tuttavia, avrebbe offerto un sostegno più limitato, concentrato su intelligence e attività di targeting.
Gli Houthi, intanto, cercano di ridimensionare le conseguenze internazionali della conquista. Hazem al-Assad, esponente dell’ufficio politico del movimento, ha dichiarato che la navigazione internazionale attraverso il Bab el-Mandeb e il Mar Rosso sarebbe “sicura e ordinata“. Anche il portavoce Mohammed Abdulsalam ha sostenuto che la libertà di navigazione resta garantita, precisando però che le operazioni del gruppo continueranno contro quelli che definisce gli obiettivi dell’”aggressione” contro lo Yemen. Le dichiarazioni non cancellano però il significato strategico dell’avanzata. Il controllo delle isole potrebbe trasformare il Bab el-Mandeb in un nuovo punto di pressione militare e commerciale, con conseguenze potenzialmente rilevanti per la sicurezza della navigazione e per gli equilibri internazionali nel Mar Rosso.
