A un anno dall’omicidio di Charlie Kirk, Giorgia Meloni ricorda l’attivista conservatore americano con un messaggio sui social. Intanto negli Stati Uniti entra nel vivo il procedimento contro Tyler Robinson, accusato dell’uccisione e ora a rischio pena di morte.
Tyler Robinson verso il processo, l’accusa potrà chiedere la pena di morte
Parallelamente prosegue l’iter giudiziario nei confronti di Tyler Robinson, il 23enne accusato di aver sparato a Kirk mentre l’attivista stava parlando nel campus universitario di Orem, nello Utah. Il giudice del Tribunale distrettuale Tony Graf ha stabilito che esistono elementi sufficienti per portare il giovane a processo, parlando di «prove schiaccianti» e consentendo alla Procura di avanzare una richiesta di pena di morte.
Secondo il magistrato, filmati e testimonianze permetterebbero di arrivare alla «ragionevole convinzione» che sia stato Robinson ad aprire il fuoco.
Tra gli elementi portati in aula compare anche la testimonianza registrata di Lance Twiggs, ex coinquilino dell’imputato. Twiggs ha raccontato di una conversazione avvenuta il giorno successivo alla sparatoria, durante la quale Robinson sarebbe apparso emotivamente instabile e avrebbe confessato il gesto in lacrime, dicendo: «Vorrei non averlo fatto».
La difesa ha intanto chiesto più tempo prima che l’imputato formalizzi la propria dichiarazione di colpevolezza o non colpevolezza: la nuova udienza è stata fissata, salvo ulteriori cambiamenti, per il 23 ottobre.
Giorgia Meloni ricorda Charlie Kirk a un anno dall’omicidio
A un anno dall’uccisione di Charlie Kirk, Giorgia Meloni ha affidato a un post pubblicato su X il suo ricordo dell’attivista conservatore statunitense, assassinato il 10 settembre 2025 durante un evento alla Utah Valley University. Kirk aveva 31 anni ed era diventato uno dei volti più conosciuti della destra americana attraverso Turning Point Usa, organizzazione particolarmente attiva tra studenti e giovani elettori. «Un anno fa veniva ucciso Charlie Kirk. Aveva appena 31 anni ed era, ancora una volta, in mezzo ai giovani, in un’università, a fare quello che aveva scelto di fare per tutta la sua vita pubblica: confrontarsi, discutere, difendere le proprie idee», ha scritto la presidente del Consiglio.
Meloni ha ricordato anche la centralità della religione, della libertà di espressione e del confronto nel percorso dell’attivista: «Charlie aveva fatto della fede, della libertà di parola e del confronto la propria cifra». La premier ha quindi invitato a respingere la violenza come risposta al dissenso: «Continuare a credere che le idee si affrontano con altre idee, che il dissenso non è un nemico da eliminare e che la fede può essere vissuta senza paura e senza vergogna».
Il messaggio si chiude con un ulteriore omaggio: «Charlie Kirk non c’è più. Ma ciò per cui ha vissuto continua a parlare. E merita di essere ricordato». Nel frattempo Turning Point Usa, rafforzata anche dalle numerose donazioni ricevute dopo la morte del fondatore, sta ridefinendo il proprio ruolo nello scenario politico americano e guarda già alle presidenziali del 2028, con l’ipotesi di sostenere l’attuale numero due di Donald Trump.
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