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Incidente mortale sull’Asti-Cuneo per Matilde Baldi: arrestato il guidatore della Porsche, le gravi accuse

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Matilde Baldi è rimasta vittima di un incidente mortale sull’Asti-Cuneo: il conducente della Porsche è indagato e agli arresti domiciliari.

L’incidente che ha coinvolto Matilde Baldi e una Porsche, sull’autostrada Asti-Cuneo, la sera dell’11 dicembre ha sconvolto la comunità locale. La giovane, 20 anni, è rimasta gravemente ferita in un tamponamento ad alta velocità ed è deceduta pochi giorni dopo. La svolta in queste ore, le indagini hanno portato all’arresto del conducente della vettura, accusato di omicidio stradale e di tentativo di inquinamento delle prove.

Incidente sull’Asti-Cuneo l’11 dicembre: la morte di Matilde Baldi dopo giorni di agonia

La vittima, Matilde Baldi, era una giovane attiva e appassionata di pallavolo, che lavorava ad Asti presso il Caffè Vergnano del centro commerciale Il Borgo. La sera dell’incidente viaggiava con la madre su una Fiat 500 quando la loro auto è stata violentemente tamponata dalla Porsche di Vacchina, causando traumi gravissimi.

Nel violento impatto, la ragazza avrebbe battuto la testa all’interno dell’abitacolo, mentre la madre ha subito ferite al volto che hanno richiesto interventi chirurgici multipli. Nonostante i tentativi dei medici, Matilde è morta il 16 dicembre; i genitori hanno autorizzato l’espianto degli organi.

Matilde Baldi uccisa da una corsa clandestina, Porsche a 212 km/h: arrestato l’uomo alla guida

Come riportato da Rai News, Franco Vacchina, commerciante di pneumatici di 60 anni, si trova agli arresti domiciliari per il grave incidente. La Porsche da lui guidata avrebbe tamponato la Fiat 500 sulla quale viaggiavano Matilde Baldi, 20 anni, e sua madre Elvia Pia.

Secondo la Procura di Asti, l’episodio sarebbe stato provocato da una sorta di gara ad alta velocità, iniziata sulle strade cittadine di Asti e proseguita sull’autostrada A33, con Vacchina che avrebbe raggiunto i 212,39 km/h. Con lui sarebbe indagato anche Davide Bertello, 47 anni, alla guida di un’altra Porsche, che però non ha avuto alcun coinvolgimento diretto nello schianto.

Secondo le indiscrezioni di queste ore, nei giorni successivi all’incidente, Vacchina avrebbe tentato di alterare le prove, circostanza che ha determinato il provvedimento restrittivo ai domiciliari su richiesta della Procura. L’ipotesi di reato principale è quella di omicidio stradale, aggravata dal comportamento potenzialmente pericoloso e dalla possibile manipolazione delle prove.