Tifosi e non solo non vorrebbero che l’Italia fosse ripescata per i prossimi Mondiali di Calcio in programma tra giugno e luglio in Usa, Messico e Canada. La possibilità di parteciparvi è stata persa sul campo e così, per la maggior parte degli italiani, deve restare. Zampolli però non si arrende e rilancia la fantomatica ipotesi del ripescaggio degli Azzurri, questa volta non al posto dell’Iran ma del Congo.
Ecco perché.
Mondiali di calcio 2026, Italia ripescata?
Nelle scorse settimana si era passato di un possibile ripescaggio dell’Italia al posto dell’Iran, vista la guerra scoppiata tra lo Stato islamico e gli Usa (Paese ospitante, assieme a Messico e Canada) del torneo calcistico più importante. Ora ecco che si parla di un ripescaggio degli Azzurri non al posto dell’Iran ma del Congo, per via dell‘epidemia di ebola appena scoppiata nello Stato africano.
A lanciare questa fantomatica ipotesi Paolo Zampolli, l’inviato speciale degli Stati Uniti per le Partnership Globali legatissimo all’Italia, essendo anche nato a Milano.
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A 20 giorni dall’inizio del Mondiale ancora si parla di ripescaggio.
Ma siamo sinceri, la nostra nazionale ha perso sul campo la possibilità di prendere parte alla competizione e, la maggior parte dei tifosi e non solo non vedrebbe certo di buon occhio un possibile e anche molto improbabile ripescaggio. Paolo Zampolli, dove averci “provato” a scapito dell’Iran, ora ci prova col Congo: “Tutto è possibile, il mio sogno rimane e penso che anche quelli che mi sono andati contro, quando dormono hanno il mio stesso sogno. Adesso è successa un’altra cosa. Purtroppo l’ebola, questa malattia che abbiamo avuto qualche anno in Africa, è scoppiata in Congo e ci sono già 500 casi, 150 morti, dei numeri pazzeschi, quelli che sappiamo. E hanno cancellato il ritiro in Congo, a Kinshasa. Sembra che stanno mandando i giocatori in Belgio per fare il ritiro.”