Il percorso di recupero di un atleta dopo un infortunio grave non riguarda solo il corpo, ma coinvolge anche la mente, la motivazione e la capacità di ridefinire i propri obiettivi. La storia di Lorenzo Bonicelli, ginnasta impegnato nella riabilitazione dopo una caduta agli anelli durante le Universiadi in Germania, racconta in una intervista al TGR Lombardia proprio questa trasformazione: dalla difficoltà iniziale alla costruzione di un nuovo equilibrio, con lo sguardo sempre rivolto al ritorno in pedana e alla vita sportiva agonistica.
Obiettivi e percorso di recupero di Lorenzo Bonicelli dopo il grave infortunio
Il ritorno alla piena attività sportiva rappresenta la meta principale per Lorenzo Bonicelli, ginnasta coinvolto in un grave incidente agli anelli il 23 luglio durante le Universiadi in Germania, da cui è iniziato un lungo percorso di riabilitazione. Nel corso dell’intervista al TGR Lombardia ha spiegato con chiarezza la sua prospettiva: “L’obiettivo è sicuramente è quello di poter tornare al 100% ad essere uno sportivo, un atleta”.
A questo aggiunge una dimensione personale più profonda, affermando: “Mi sento ancora così e credo che sarà una parte immortale dentro di me, quindi sicuramente il poter tornare ad essere partecipe di competizioni, eventi sportivi, gareggiare”.
Il percorso non è lineare e richiede un adattamento continuo, soprattutto dopo un evento traumatico che ha modificato le sue abitudini sportive e quotidiane.
Bonicelli sottolinea infatti come il recupero non sia solo fisico, ma anche mentale e strategico: “Per forza di cose bisogna trovare altri metodi, altre strade, bisogna riadattarsi, la parola fondamentale che ho imparato in questi mesi”. In questo processo diventa centrale anche la capacità di accettare le difficoltà e trasformarle in progressi, anche minimi ma costanti.
Il ginnasta Lorenzo Bonicelli parla dopo il grave infortunio: “Mi rivedrete in gara”
Il periodo successivo all’infortunio è stato segnato da momenti di grande difficoltà, che l’atleta non nasconde, parlando apertamente di “molti momenti, diciamo, di crisi, di fatiche molto superiori a quelle a cui, tra virgolette, ero abituato in palestra o comunque anche fuori”. La riabilitazione, infatti, ha imposto un ritmo diverso e una nuova gestione della quotidianità, dove ogni progresso assume un valore significativo. In questa fase, Bonicelli ha maturato una nuova consapevolezza: “Ovviamente non è facile” e soprattutto “Ogni giorno bisogna cercare di fare anche dei microscopici miglioramenti e anche anche per quanto riguarda il percorso riabilitativo”.
Accanto al lavoro di recupero, anche piccoli segnali di ritorno al mondo dello sport hanno avuto un impatto importante. L’esperienza come tedoforo alle paralimpiadi Milano-Cortina è stata descritta come “un mio primissimo tuffo di nuovo nel mondo dello sport”, un momento simbolico di riavvicinamento all’ambiente agonistico.
Nonostante le difficoltà, la sua determinazione resta intatta e proiettata al futuro: “Mi rivedrete, mi rivedrete in gara”. Infine, il messaggio rivolto ai più giovani racchiude la sua esperienza e il suo percorso di crescita: “impegnarsi sempre, non mollare mai” e “non aver paura, soprattutto di non aver paura perché si possono presentare momenti, situazioni che intimoriscono un po’, no? Però l’altra opzione è tornare indietro”.