La tragica storia del bimbo morto a Napoli dopo un trapianto di cuore danneggiato ha suscitato forte indignazione e sollevato dubbi sulle procedure mediche e sulle responsabilità degli operatori sanitari. Domani, 4 marzo 2026, i funerali offriranno un momento di commiato, chiudendo simbolicamente questa vicenda dolorosa e richiamando l’attenzione sull’importanza della sicurezza e dei protocolli.
Bimbo morto dopo trapianto con cuore bruciato: proseguono le indagini
Dalla ricostruzione degli eventi e dai verbali raccolti emergono gravi criticità nelle fasi di espianto, conservazione e trasporto dell’organo. Secondo l’audit interno dell’azienda ospedaliera dei Colli, trasmesso dalla Regione Campania al Ministero della Salute, vi è stata “insufficiente comunicazione tra equipe di espianto ed equipe di impianto” e una mancata formalizzazione dei ruoli e dei punti di verifica nelle fasi critiche. Le procedure condivise per il prelievo e il trasporto del cuore non sarebbero state applicate, con conseguenze sul monitoraggio della temperatura e sulla gestione complessiva dell’organo.
I nuovi dettagli acquisiti dall’inchiesta indicano che Domenico sarebbe rimasto senza cuore per almeno 45 minuti: il secondo organo, arrivato alle 14.30, è stato trovato nel ghiaccio secco e solo alle 15.14 i medici hanno iniziato la procedura di scongelamento. Il cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto, Guido Oppido, si è definito una “vittima”, affermando: “Io ho fatto le cose che dovevo fare e le ho fatte anche bene”. La madre di Domenico ha invece risposto con fermezza: “Non commento. Ma la vittima è solo Domenico”.
L’autopsia viene effettuata presso il Secondo Policlinico di Napoli, un esame fondamentale per verificare eventuali errori durante il prelievo e il trapianto del cuore. Il gip ha conferito incarichi ai periti, tra cui Biagio Solarino, Ugolino Livi e Luca Lorini, insieme agli esperti nominati dalla famiglia e dagli indagati, sette tra medici e paramedici accusati di omicidio colposo. Come ha spiegato l’avvocato Petruzzi, “ci aspettiamo che emerga che si sarebbe potuta percorrere un’altra strada terapeutica in favore del piccolo Domenico”, ponendo attenzione anche a eventuali lesioni e alla cronologia esatta degli interventi chirurgici.
Bimbo morto dopo trapianto con cuore bruciato: funerali fissati, data e luogo
Domani alle 15, nel Duomo di Nola, saranno celebrati i funerali di Domenico, il bambino di due anni e mezzo deceduto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli a seguito del trapianto di un cuore danneggiato. La notizia è stata confermata dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, all’esterno dell’aula dove si è svolto l’incidente probatorio davanti al gip Mariano Sorrentino.
“C’è stata un’apertura grande sul dibattimento, non è stato il solito incidente probatorio”, ha spiegato il legale, precisando che ai periti sono stati concessi 120 giorni per completare le loro relazioni, con la prossima udienza fissata per l’11 settembre.
La salma di Domenico sarà restituita ai familiari in serata, liberando così la strada ai funerali. Tra i possibili partecipanti alla cerimonia ci potrebbe essere anche la premier Giorgia Meloni, compatibilmente con i suoi impegni istituzionali.