“Mancano attrezzature e strumenti per le diagnosi e le cure. Qui arrivano bambini e ragazzi con ferite di guerra e quelli colpiti dall’esplosione delle mine”. Le parole di Claudia Cui, coordinatrice del progetto sull’Ucraina per la Fondazione L’Albero della vita, assumono la forma di un appello emergenziale, soprattutto quando sempre lei evidenzia: “L’Ospedale pediatrico – il Regional Children’s Hospital di Zaporižžja, dove ogni anno più di 100.000 bambini ricevono cure mediche – funziona, ma si trova in uno stato molto precario. Basti pensare che a causa degli attacchi, sempre più frequenti, non funziona bene il riscaldamento e spesso salta la corrente elettrica”. Ogni interruzione di corrente, infatti, blocca macchinari essenziali, dalle incubatrici ai dispositivi di monitoraggio. La zona in questione è una delle più martoriate dalle recenti evoluzioni del conflitto. Qui, secondo il ministero della Difesa russo, le truppe di Mosca stanno avanzando e avrebbero preso il controllo, domenica scorsa, del villaggio di Bilohiria. Ecco perché la Fondazione oggi opera nelle uniche 3 province della regione che sono in mano ancora agli ucraini.
Nell’ultima settimana, secondo quanto ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la Russia ha lanciato quasi 1.100 droni d’attacco, oltre 890 bombe aeree guidate e più di 50 missili di vario tipo contro l’Ucraina. “Hanno aspettato appositamente il gelo per peggiorare la situazione per la nostra gente”, ha spiegato. In questo difficilissimo e complesso quadro si muove l’Albero della vita che ha promosso un intervento nell’ospedale pediatrico della regione, un punto di riferimento per la cura materna e infantile con i suoi 425 posti letto. “Abbiamo avviato una collaborazione per fornire loro equipment medico, una lista di strumenti che la struttura sanitaria ha identificato come prioritari per garantire le cure ai piccoli pazienti e alle loro mamme”, ci spiega Cui. Questo materiale verrà consegnato fisicamente entro il primo trimestre del 2026.
Non solo, insieme al partner locale, la Fondazione diretta da Isabella Catapano è intervenuta, inoltre, con lo sviluppo di unità mobili sanitarie per garantire il supporto medico e l’assistenza psicologica alle comunità ucraine al di fuori dell’ospedale. Queste strutture assicurano visite domiciliari e distribuzioni di kit medici, oltre a una componente di supporto psicologico rivolta ai veterani. “Nell’ambito di questo progetto – spiega Claudia Cui –, c’è un focus specifico, infatti, sui soldati che hanno combattuto la guerra in prima persona, partecipando ad operazioni militari e che hanno subito traumi fisici e psicologici”.
La Fondazione lancia un appello alla solidarietà, con un obiettivo chiaro: raccogliere fondi per sostenere l’ospedale e garantire gli strumenti essenziali per affrontare i prossimi mesi. A novembre scorso, Antonio Bancora, direttore Programmi di Fondazione l’Albero della Vita, ha visitato l’Ospedale dove, tra bombardamenti e continui blackout, medici e infermieri ogni giorno continuano a lavorare incessantemente per salvare la vita dei bambini. Costi quel che costi. Si lavora anche al buio per proteggere i piccoli ricoverati. “Bisogna fare presto”, è l’imperativo.
Ecco come sostenere la Fondazione L’Albero della Vita: https://sostieni.alberodellavita.org/donazione-ucraina-emergenza/