In aula, Chiara Petrolini ha preso la parola per raccontare la propria versione dei fatti nel processo che la vede imputata per la morte dei suoi due figli neonati. Le dichiarazioni spontanee hanno offerto uno sguardo intenso sul dolore, la confusione e la solitudine che la giovane ha vissuto, mettendo in luce la complessità emotiva dietro una vicenda drammatica.
Neonati sepolti a Parma, la prospettiva della Procura e il riconoscimento dei bambini
La Procura di Parma, rappresentata dalla pm Francesca Arienti e dal procuratore Alfonso D’Avino, ha presentato la vicenda sottolineando l’esistenza concreta dei due neonati, chiamati con i nomi ufficiali riconosciuti dai genitori: Angelo Federico e Domenico Matteo. La pm ha proiettato in aula la fotografia del piccolo Angelo Federico, disseppellito dal giardino della casa di Traversetolo nell’agosto 2024, ribadendo: “Siamo qui per la morte di due bambini che non esistono solo sulla carta, sono realmente esistiti“. I genitori della giovane presenti in aula hanno reagito con dolore: il padre ha nascosto il volto tra le mani, la madre ha voltato lo sguardo.
La ricostruzione della Procura ha evidenziato come Petrolini avesse scelto di vivere le gravidanze in totale isolamento, adottando comportamenti rischiosi per i neonati e nascondendo la realtà a tutti. Secondo Arienti, “emerge la scelta netta di fare della propria gravidanza una cosa propria, di non manifestarla a nessuno e di mantenere uno stile di vita incompatibile e dannoso per il nascituro… è emersa la tendenza sistematica e pervasiva a mentire“. La vicenda è venuta alla luce il 9 agosto 2024, quando la nonna della ragazza ha scoperto uno dei cadaveri nel giardino della proprietà.
Successivamente, a settembre, sono stati rinvenuti i resti del primo figlio. Petrolini, nelle sue dichiarazioni spontanee, ha espresso rimorso e riflessione: “Anche se non mi aspettavo queste due gravidanze, io sapevo che avrei tenuto i bambini e li avrei voluti crescere… Quello che ho fatto dopo è stata una scelta sicuramente sbagliata, presa senza ragionare, che oggi sto iniziando a riconoscere, ma in quel momento per me è stata la scelta più giusta da fare: tenerli vicino a me, per non allontanarmi più da loro“.
Neonati sepolti a Parma, Chiara Petrolini ai giudici: “È stata una scelta sbagliata”
Nell’aula della Corte di assise di Parma, Chiara Petrolini ha preso la parola per raccontare la propria versione dei fatti, nel processo che la vede imputata per il duplice omicidio premeditato e la soppressione dei cadaveri dei suoi due figli neonati, nati rispettivamente a maggio 2023 e agosto 2024. Con voce monocorde e leggendo un foglio, ha detto: “Sono stata anche descritta come un’assassina, come una madre che uccide i suoi figli, ma non sono questo. Io non ho mai voluto fare del male ai miei bambini“. La giovane ha sottolineato il legame profondo con i piccoli: “Quei bambini erano parte di me, non gli avrei mai fatto del male, è una sofferenza che distrugge dentro“.
Petrolini ha spiegato anche il senso di isolamento e la difficoltà a gestire le gravidanze, spesso ignorate dagli altri: “Molti qui fuori mi hanno descritto come una brava ragazza, con la famiglia, amici, un ragazzo, che lavorava e studiava, ma questa era solo apparenza. Dentro mi sentivo sola anche quando non lo ero davvero. Era uno spazio vuoto che nessuno riusciva a riempire. Un malessere che mi accompagnava in tutte le mie giornate, mi sentivo sbagliata e giudicata“.
La 22enne ha ricordato i momenti dei parti: il primo, avvenuto in maggio 2023, le causò dolore fisico e confusione mentale, portandola a seppellire il neonato senza rendersi pienamente conto di ciò che stava accadendo. Durante il secondo parto, ad agosto 2024, descrisse il momento come improvviso e imprevedibile: “Non pensavo di stare partorendo, per quello sono uscita… mi sono alzata, ho sentito di dover spingere, mi sono trovata tra le mani questa creatura, la prima cosa che ho pensato è di tagliare il cordone. Poi non ricordo cosa è successo, mi sono appoggiata al letto, sono svenuta“.
Dopo entrambi i parti, Petrolini ha sottolineato il contrasto tra apparenza esteriore e dolore interiore: “Fisicamente stavo bene, dentro ero distrutta… Non vuol dire che io non sia stata male, che non ci sto male per aver perso i miei due bambini. Non importa se il bambino era appena nato, se era una cosa inaspettata, quel bambino era parte di me. E io non gli avrei mai fatto del male“. Ha aggiunto: “Ogni giorno mi alzo con un vuoto che faccio fatica a colmare… mille domande a cui non potrò mai dare una risposta… col tempo però si prova ad andare avanti con una ferita che però non si è ancora rimarginata, ma che continua a sanguinare ogni giorno”.