> > Bandiera palestinese alla Mostra del Cinema, il no di Barbera: la protesta di...

Bandiera palestinese alla Mostra del Cinema, il no di Barbera: la protesta di Venice4Palestine

Bandiera palestinese alla Mostra del Cinema, il no di Barbera: la protesta di Venice4Palestine

Bandiera palestinese alla Mostra del Cinema di Venezia, Barbera dice no: Venice4Palestine rilancia la protesta a Roma.

La bandiera palestinese non viene esposta alla Mostra del Cinema di Venezia. Il direttore Alberto Barbera richiama le regole della Biennale, mentre Venice4Palestine contesta la decisione e rilancia la protesta del 9 settembre a Roma.

Barbera esclude la bandiera palestinese dalla Mostra del Cinema di Venezia: “Non ci sono margini”

La bandiera della Palestina non viene esposta alla Mostra del Cinema di Venezia accanto a quelle degli altri Paesi per tutta la durata del festival, nonostante la presenza di due film palestinesi nella selezione ufficiale.

A chiarirlo è stato il direttore artistico Alberto Barbera, rispondendo ai giornalisti prima dell’apertura dell’Italian Pavilion al Lido.

La decisione, ha spiegato, dipende dalle regole della Biennale: “Non ci sono margini, nel senso che la Biennale può esporre soltanto le bandiere degli Stati riconosciuti dal governo italiano“. Barbera ha quindi rimandato allo Stato italiano la questione del riconoscimento della Palestina, precisando che l’istituzione non assume direttamente posizioni politiche, ma esprime il proprio ruolo attraverso la programmazione cinematografica, la difesa della libertà di espressione e la creazione di uno spazio aperto al confronto.

Il tema era stato sollevato anche da Greta Scarano, conduttrice di due serate della Mostra, che si era poi presentata al photocall con un ventaglio pro Palestina.

Niente bandiera palestinese alla Mostra del Cinema: la protesta di Venice4Palestine

La risposta di Venice4Palestine non si è fatta attendere. Il collettivo, il cui nuovo appello ha già raccolto oltre mille firme, contesta la posizione di Barbera e chiede alla Biennale di andare “oltre i protocolli”, trasformando la solidarietà in un gesto pubblico concreto.

Nel comunicato, gli attivisti ricordano che, secondo i dati da loro citati, 150 Paesi hanno riconosciuto la Palestina, compresi 35 Stati europei, tra cui Francia, Spagna e Gran Bretagna. Contestano inoltre l’idea che la selezione di film palestinesi possa sostituire una presa di posizione dell’istituzione: “I film parlano per se stessi e tutt’al più per i loro autori, non certo per le istituzioni come la Biennale“.

Per il collettivo, il dibattito internazionale dimostra che il rapporto tra cinema e politica è ormai centrale anche a Venezia e che le scelte delle istituzioni culturali hanno un significato politico. Venice4Palestine ha inoltre espresso solidarietà agli artisti intervenuti pubblicamente sulla Palestina, citando Vanessa Redgrave, Susan Sarandon e Mark Ruffalo. A quest’ultimo ha rivolto un sostegno particolare, denunciando quella che definisce una campagna diffamatoria legata alle sue critiche nei confronti di Israele.

Il collettivo ha infine rilanciato l’appuntamento del 9 settembre a Roma: dalle 13 davanti a Montecitorio è prevista una maratona di protesta e dissenso, accompagnata dallo slogan “La solidarietà non si processa, il dissenso non si silenzia“.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app