La frana che ha colpito Niscemi ha costretto oltre 1.500 persone a lasciare le proprie abitazioni, creando un’emergenza abitativa e sociale senza precedenti nel comune nisseno. La Regione Siciliana è intervenuta immediatamente, stanziando contributi economici e mettendo a disposizione alloggi temporanei per le famiglie sfollate, con l’obiettivo di garantire sicurezza, assistenza e rapidità nelle procedure.
Sostegno economico alle famiglie sfollate di Niscemi
La Regione Siciliana ha deciso di erogare un contributo tra 400 e 900 euro per ciascun nucleo familiare colpito dalla frana di Niscemi e costretto a lasciare la propria abitazione. L’iniziativa, annunciata mercoledì 11 febbraio durante una riunione operativa con il presidente Renato Schifani, rappresenta il primo intervento concreto a favore degli sfollati. “Il mio impegno era stato sempre quello di fare in modo che venisse garantito l’alloggio a tutti gli sfollati. Oggi siamo venuti qui per delegare il sindaco di poter utilizzare le somme… velocizzeremo tutte le procedure“, ha sottolineato Schifani. Il rimborso per i danni subiti sarà concesso previa presentazione di adeguata documentazione, seguendo un modello già adottato in Emilia-Romagna.
Al momento, il Comune di Niscemi conta 1.540 persone sfollate, di cui 140 stanno ricevendo assistenza diretta, mentre gli altri hanno trovato ospitalità presso amici, parenti o altre abitazioni.
Il sindaco Massimiliano Conti ha spiegato che “i primi 50 metri del fronte della frana purtroppo non potranno mai più essere abitati” e che le abitazioni nelle aree più a rischio dovranno essere demolite. Contestualmente, 34 attività produttive e 34 classi scolastiche sono state delocalizzate per garantire sicurezza e continuità educativa. “Abbiamo ripristinato il gas e questo ci ha consentito di riaprire le scuole”, ha aggiunto Conti, sottolineando la complessità dell’emergenza che ha coinvolto l’intero tessuto urbano e sociale del comune.
Oltre all’aspetto economico, l’intervento punta a ridurre lo stress e la sofferenza psicologica delle famiglie. La Regione sta promuovendo un coordinamento costante tra gli uffici comunali e i volontari locali per garantire supporto immediato e informazioni chiare sulle procedure da seguire. Come ha dichiarato Schifani: “Per fare in modo che la gente soffra sempre meno, è un primo passo”.
Frana a Niscemi: alloggi temporanei e coordinamento degli interventi
Per rispondere all’emergenza, la Regione ha messo a disposizione sedici alloggi dello Iacp, già agibili o in fase di adeguamento, distribuiti tra Niscemi, Gela, Mazzarino e Butera. Tre appartamenti sono pronti nel comune colpito e saranno assegnati dal sindaco entro quindici giorni, mentre gli altri saranno consegnati entro trenta giorni. “Abbiamo individuato alcuni alloggi immediatamente disponibili… Li mettiamo a disposizione dell’amministrazione comunale per le famiglie che dovessero decidere di occuparli… questo è un primo passo operativo per tanti altri che intendiamo fare“, ha precisato Schifani.
Il presidente della Regione ha inoltre enfatizzato l’importanza della collaborazione tra istituzioni: “La mia logica è quella di decentrare, responsabilizzare il sindaco… stiamo facendo squadra, stiamo facendo sistema e questo è il nostro dovere”. All’incontro hanno partecipato anche la Protezione Civile nazionale, l’Esercito, la Guardia di Finanza e i Carabinieri, per affrontare questioni logistiche e di viabilità. Nei giorni scorsi, la Regione ha istituito un fondo straordinario da 558 milioni di euro per fronteggiare gli effetti della frana e del ciclone Harry, destinando 93 milioni alla messa in sicurezza del territorio.
Schifani ha sottolineato il valore simbolico dell’intervento: “Abbiamo raschiato il fondo del barile… la Regione c’è, ha trovato questi fondi… occorre fare sistema su questo deliberato.” L’obiettivo è garantire un’assistenza rapida e capillare, riducendo al minimo i tempi di attesa per gli sfollati e supportando al contempo la ripresa delle attività economiche e scolastiche.
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