Il periodo del Covid ha segnato la mente ed i ricordi di tutti gli italiani, sembra passato un secolo ma invece sono appena 6 anni, in quella fase non era chiaro che cosa stesse accadendo e che tipo di virus avesse colpito la parte settentrionale del paese. Ora a distanza di più di un lustro si serrano le fila di quanto successo e torna alla ribalta chi si è trovato a gestire quella fase di emergenza.
Covid, la commissione parlamentare ricostruisce il periodo pandemia
Sul caso Covid si sta impegnando la commissione parlamentare che punta a ricostruire quanto accaduto ad inizio 2020 cercando di capire a chi attribuire decisioni e responsabilità di quanto accaduto.
Un compito non facile ma che è inevitabilmente necessario, sia per capire che cosa non ha funzionato, nonostante si sia sempre considerato l’approccio italiano come il riferimento, principalmente perché era la prima nazione europea interessata dal virus Sars-Cov2, e per evitare simili errori in futuro.
Per far questo si devono passare al vaglio le decisioni prese dal governo in quel momento al comando, vale a dire quello di Giuseppe Conte che aveva varato misure estreme come il lockdown.
Conte: “avevo un pool di esperti di cui mi fidavo”
Le parole che hanno fatto ripiombare l’argomento Covid al centro dell’agenda politica italiana sono quelle di Giuseppe Conte, attuale leader del Movimento 5 Stelle, pronunciate all’interno del podcast web “One More Time”.
Conte infatti avrebbe ammesso che si sarebbero tenute riunioni straordinarie e di “avere uno staff di esperti di cui mi fidavo” a dimostrazione secondo lui che dietro alle scelte intraprese vi erano basi esperte.
Non è di questo avviso Alice Buonguerrieri, esponente di Fratelli d’Italia e capogruppo della commissione Covid sostenendo come Conte “continua a mentire agli italiani” poiché secondo la sua analisi non si sarebbe trattato di un dialogo con esperti ma quanto piuttosto una decsione a tre tra Conte, Speranza e Boccia.
In particolare la questione si snoda sulle mancate chiusure in Val Seriana nei primi giorni di pandemia, tenendo soprattutto conto dei dati relativi ai contagi in Cina, già disponibili in Italia prima dello scoppio della pandemia.
Come riporta The Social Post il lavoro della commissione è focalizzato a fornire ai cittadini le responsabilità e le decisioni prese durante la pandemia, così da avere un quadro reale di quanto è accaduto in quel periodo difficile per il nostro paese.