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Nuova ondata di raid nella notte: Usa all'attacco, l'Iran colpisce basi americane

Nuova ondata di raid nella notte: Usa all'attacco, l'Iran colpisce basi americane

L'escalation tra Usa e Iran prosegue con nuovi raid e rappresaglie: cresce la preoccupazione per la stabilità del Medio Oriente.

La crisi nello Stretto di Hormuz torna a intensificarsi con un nuovo scambio di attacchi tra Usa e Iran, riaccendendo le tensioni in Medio Oriente. L’escalation militare coinvolge diversi Paesi della regione e accresce i timori per la sicurezza della navigazione e per le ripercussioni sui mercati energetici globali.

L’escalation militare tra Usa e Iran

La crisi nello Stretto di Hormuz si è aggravata con una nuova fase di scontri tra Stati Uniti e Iran, alimentando il rischio di un’ulteriore destabilizzazione dell’intera regione del Golfo. Nella notte le forze statunitensi hanno condotto una nuova serie di raid contro obiettivi iraniani con l’obiettivo dichiarato di ridurre la capacità di Teheran di minacciare il traffico marittimo internazionale.

Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), l’operazione ha interessato sistemi di difesa aerea, radar costieri, basi missilistiche, infrastrutture per droni e imbarcazioni militari leggere, impiegando aerei da combattimento, unità navali e, per la prima volta, droni marini d’attacco.

In una nota ufficiale, il Centcom ha ribadito che “Lo Stretto di Hormuz è un corridoio marittimo vitale per il commercio globale.

L’Iran non lo controlla”, aggiungendo che le forze americane sono pronte a garantire la libertà di navigazione nonostante le continue tensioni. Nei tre giorni di operazioni sarebbero stati colpiti oltre 300 obiettivi militari, mentre Washington sostiene di aver contribuito, dall’inizio di maggio, al transito sicuro di più di 800 navi mercantili e di circa 400 milioni di barili di petrolio attraverso il passaggio strategico. Il portavoce del Centcom, Tim Hawkins, ha inoltre riferito che “un aereo americano ha abbattuto un missile da crociera iraniano e un drone“ dopo che le Guardie della Rivoluzione avevano aperto il fuoco contro il traffico commerciale nello stretto. Intanto, un attacco statunitense sulla città iraniana di Mahshahr avrebbe provocato la morte di una persona e il ferimento di altre quattro.

Nuovi attacchi Usa contro l’Iran, la risposta di Teheran: “Colpite basi americane”

L’Iran ha reagito rapidamente ai bombardamenti americani lanciando una nuova offensiva contro installazioni militari statunitensi in Giordania, Bahrein e Kuwait, nell’ambito della quarta fase delle operazioni di rappresaglia rivendicate dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC). Secondo le autorità iraniane, una base americana in Kuwait sarebbe stata colpita, “incendiando due lanciatori di missili Himars e magazzini pieni di missili, distruggendoli completamente“. Parallelamente, il Ministero degli Esteri di Teheran ha espresso una dura condanna nei confronti di Washington, accusandola di aver “vanificato tutti gli sforzi degli ultimi mesi“ per ristabilire la pace e di aver “violato apertamente praticamente tutti i termini“ del memorandum d’intesa firmato a giugno, causando il “ritorno dell’insicurezza“ nello Stretto di Hormuz.

Gli effetti dell’escalation si sono estesi anche ai Paesi vicini: il Bahrein ha attivato le sirene antiaeree, il Kuwait ha comunicato di stare fronteggiando “bersagli aerei ostili“, mentre la Giordania ha annunciato di aver intercettato e abbattuto quattro missili provenienti dall’Iran senza registrare vittime o danni. Le tensioni hanno avuto immediate conseguenze anche sui mercati internazionali: il prezzo del petrolio ha aperto in rialzo di oltre il 3,5%, mentre le principali Borse asiatiche hanno registrato un calo, riflettendo le crescenti preoccupazioni degli investitori per la sicurezza di una delle rotte energetiche più importanti al mondo.

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