×

Omicidi e tv: In Iran va in scena Sakineh, la “brutale assassina”

default featured image 3 1200x900 768x576
sakineh01g

Ammettetelo, pensavate che la spettacolarizzazione di efferati omicidi, stupri e casi di cronaca nera fosse una caratteristica solo della tv nostrana. L’Avetrana Show, il nuovo circo mediatico attorno alla famiglia della povera Yara Gambirasio, Amanda Knox che si dispera in tribunale spiata da una telecamera in pieno Grande Fratello style, tutte pillole di “spettacolo” delle nostre reti. Docufiction, reality life, chiamateli come volete ma sempre prodotti mediatici finalizzati al ricavato di un investimento pubblicitario sono.

E invece, della serie mal comune mezzo gaudio, anche ai confini più remoti dell’Europa la tv mantiene certi standard. Non troveremo certo un Bruno Vespa col plastico o un presentatore dalla tinta multicolor (stile Giletti) coperta da un Burqa, ma anche in Iran ieri sera, la cronaca si è fatta spettacolo.

Al centro delle vicenda, ancora una volta, il caso di Sakineh, la donna islamica quarantatreenne accusata nel 2006 di presunta complicità nell’omicidio del marito e infine destinata a una lapidazione, confermata in corte d’appello ma rimandata di continuo grazie alla forte mobilitazione da parte di associazioni in difesa dei diritti umani e della stampa di diversi Paesi.

La storia di Sakineh, già di per se uno show per la forte attenzione mediatica mondiale, si è esasperata ulteriormente con gli ultimi avvenimenti in ordine cronologico.

La recente notizia della sua liberazione ha fatto gioire milioni di persone ma l’evento, in fretta smentito, si è rivelato parzialmente falso. La donna infatti, ha lasciato la sua prigione solo per un’intervista confessione ad un giornalista. Ma il vero show è avvenuto ieri sera quando la tv islamica, probabilmente per gettare un’ombra di inquietudine sulla donna e confermare le accuse e la condanna alla lapidazione, ha trasmesso una fiction con tanto di attori in cui mostrava brutalmente la dinamica dell’omicidio compiuto dall’adultera.

Un’ora e mezza di show in cui i dettagli morbosi non sono stati certo risparmiati. In fondo, purtroppo, tutto il mondo è paese.

Contents.media
Ultima ora