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Omicidio Giacomo Bongiorni a Massa, cinque gli indagati: "Non è stato un solo colpo a provocare il decesso"

Omicidio Giacomo Bongiorni

Indagini sempre più ampie sulla morte di Giacomo Bongiorni: cresce il numero degli indagati e si lavora per definire con precisione la dinamica.

Il caso della morte di Giacomo Bongiorni, avvenuta a Massa dopo una violenta aggressione in piazza Felice Palma, ha assunto contorni sempre più complessi con il proseguire delle indagini. L’inchiesta, che vede coinvolti più giovani tra minorenni e maggiorenni per l’omicidio, si sta concentrando sulla ricostruzione precisa della dinamica dei fatti e sull’individuazione delle responsabilità individuali, mentre emergono nuovi sviluppi giudiziari e investigativi.

Omicidio di Giacomo Bongiorni a Massa: ricostruzione dei fatti

Secondo quanto emerso dalle indagini, la dinamica coinvolgerebbe due gruppi distinti: da un lato cinque giovani — tre minorenni e due maggiorenni — dall’altro la vittima insieme al cognato, attualmente ricoverato. Dalle immagini acquisite si vedrebbe il 17enne colpire per primo Bongiorni con un pugno, facendolo cadere a terra, seguito poi da ulteriori violenze.

Restano però da chiarire le responsabilità specifiche e quale sia stato il colpo letale.

Nei prossimi giorni tutti gli indagati saranno ascoltati nell’ambito degli interrogatori di garanzia: il minorenne comparirà davanti al giudice del Tribunale per i minorenni di Genova, mentre i due maggiorenni saranno sentiti dal gip del Tribunale di Massa. Determinante sarà anche l’autopsia disposta dalla Procura, che verrà eseguita a Genova per stabilire con precisione le cause del decesso. Sul piano istituzionale, è stata annunciata una fiaccolata a Massa con partenza da piazza Garibaldi e arrivo nel luogo dell’aggressione, dove si terrà un momento di raccoglimento.

Il sindaco di Massa, Francesco Persiani, ha invitato alla sobrietà dichiarando: “Non è il momento di strumentalizzare un episodio così grave“. Ha inoltre annunciato il lutto cittadino e ringraziato le forze dell’ordine per il lavoro svolto, sottolineando come “le forze dell’ordine sono state efficienti” nel ricostruire rapidamente i fatti.

Omicidio di Giacomo Bongiorni a Massa, salgono a cinque gli indagati: l’annuncio del Pm

Sono saliti a cinque gli indagati per la morte di Giacomo Bongiorni, il 47enne deceduto a seguito di una violenta aggressione avvenuta in piazza Felice Palma, a Massa. Dopo i primi provvedimenti, che avevano già portato al fermo di un ragazzo di 17 anni (minorenne italiano accusato di omicidio volontario) e di due giovani maggiorenni — il 23enne Ionut Alexandru Miron e il 19enne Eduard Alin Caruțașu, entrambi di origine romena e accusati di concorso in omicidio volontario — l’inchiesta si è ulteriormente allargata.

Nelle ultime ore, infatti, sono stati iscritti nel registro degli indagati altri due minorenni, portando così a cinque il totale delle persone coinvolte. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Massa, in collaborazione con la Procura per i minorenni di Genova. Fin dalle prime fasi, gli inquirenti hanno ricostruito rapidamente il contesto dell’aggressione grazie a perquisizioni, sequestri e soprattutto alle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, oltre alle testimonianze raccolte. Come sottolineato in conferenza stampa, “non è stato un solo colpo a provocare il decesso“, ma diversi, ancora da analizzare singolarmente per stabilire quello fatale.

“Dovevamo sposarci, lo hanno ucciso davanti ai miei occhi”: il dolore della compagna di Giacomo Bongiorni

È sotto choc Sara Tognocchi, compagna di Giacomo Bongiorni, 47 anni, aggredito e ucciso da un gruppo di ragazzi mentre si trovava con il figlio undicenne, testimone diretto della violenza e poi ricoverato in ospedale in stato di shock. La donna, devastata dal dolore per il progetto di vita che stava costruendo insieme al compagno, non riesce a darsi pace: “Dovevamo sposarci, lo hanno ammazzato davanti ai miei occhi. Ma come è possibile? Non si può morire così. Lo rivoglio tra le mie braccia”. Ripercorrendo quei momenti drammatici, racconta la dinamica dell’aggressione e la fuga per mettere in salvo il bambino: “Eravamo nella piazza, li hanno circondati, picchiati. Ho iniziato a chiedere aiuto, il bambino cercava di alzare il padre da terra e sono scappata con lui per metterlo in salvo. È stato terribile. Siamo distrutti. Ditemi che è solo un brutto sogno”. Il racconto è stato fatto a Repubblica.