> > Omicidio Roberto Guerrino: fermato il giovane marocchino a Melzo

Omicidio Roberto Guerrino: fermato il giovane marocchino a Melzo

Omicidio Roberto Guerrino: fermato il giovane marocchino a Melzo

Un 19enne marocchino è stato arrestato per l'omicidio di Roberto Guerrino, interprete di 60 anni trovato senza vita nella sua abitazione di Milano. Le indagini hanno portato alla luce dettagli inquietanti.

Un drammatico caso di violenza ha scosso Milano. Roberto Guerrino, un interprete di 60 anni, è stato trovato senza vita nella sua abitazione in via Oxilia. Le indagini dei carabinieri hanno portato all’arresto di Jawhar Kadir, un 19enne di origini marocchine, accusato di aver organizzato una rapina dopo aver contattato la vittima attraverso un sito di incontri.

La vicenda ha preso una svolta decisiva grazie alle prove raccolte, tra cui dispositivi sottratti, immagini delle telecamere di sorveglianza e un’impronta palmare repertata dal Ris di Parma. Questo caso ha messo in luce l’importanza delle tecnologie di sorveglianza e delle analisi forensi nella risoluzione dei crimini.

La ricostruzione dell’omicidio

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il delitto sarebbe maturato nell’ambito di un incontro sessuale. Kadir ha confessato di aver avuto un attacco d’ira durante l’incontro, colpendo la vittima prima a mani nude e poi con una statuetta di Buddha. Le tracce di sangue trovate sul luogo del delitto confermano la violenza dell’aggressione.

Le telecamere della zona e dei mezzi pubblici hanno permesso di circoscrivere i movimenti del 19enne e del suo amico marocchino di 17 anni, la cui posizione è ancora al vaglio del tribunale per i minorenni. Kadir è stato fermato mentre cercava di fuggire alla stazione di Melzo con diversi bagagli.

Le prove decisive

Un tablet rubato alla vittima è stato ritrovato in possesso della fidanzata di Kadir, alla quale il 19enne l’aveva regalato dopo il delitto. I Ris hanno individuato un’impronta palmare di Kadir in casa Guerrino, proprio dove si trovava la statuetta usata per il delitto. Inoltre, l’analisi del traffico del router wifi di casa Guerrino ha dimostrato il distacco di tutti i dispositivi della vittima alle 20.30 di venerdì 12 giugno.

Kadir ha precedenti per rapina, maltrattamenti e lesioni e pratica Mma. Il delitto è avvenuto tra le 19.30 e le 20.30 di venerdì 12 giugno dopo un incontro sessuale organizzato attraverso una app. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Kadir non avrebbe dato il tempo di reagire alla vittima e dopo il delitto avrebbe arraffato cellulare, tablet, soldi, un pc e documenti della vittima.

La fuga e il fermo

Già sabato scorso, Kadir si era allontanato da Milano, finendo in provincia di Messina, dove aveva trovato rifugio in un autodemolitore. Sorpreso dal titolare, era stato allontanato dai carabinieri ed era tornato a Milano. Poi, due giorni dopo, lunedì sera, era stato bloccato con i bagagli alla stazione di Melzo.

Il minorenne, indagato a piede libero, si trovava insieme all’arrestato il giorno del delitto e le telecamere lo riprendono con lui vicino al palazzo di via Oxilia. Tuttavia, secondo i riscontri, non sarebbe mai entrato all’interno dello stabile.

Durante l’interrogatorio di convalida, Kadir ha confessato, raccontando di aver avuto un attacco d’ira durante un incontro a pagamento a casa della vittima. Ha ammesso di essere andato a casa dell’uomo dopo aver concordato un rapporto sessuale a pagamento su una bacheca di incontri online denominato ‘Bakecaincontri’.

Le sue spiegazioni potrebbero anche essere la giustificazione per un incontro che magari era stato pensato sin dall’inizio come una rapina. Prima di fuggire, Kadir ha spento tutti i dispositivi elettronici che ha preso, fornendo ai militari un orario certo da cui partire nella ricerca delle immagini delle telecamere.

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