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L’International Center for Counter-Terrorism (ICCT), con sede nei Paesi Bassi, ha catalogato almeno 151 operazioni ostili attribuibili alla Russia in Europa. Le azioni sono state rilevate a partire da febbraio 2026, data dell’avvio dell’invasione dell’Ucraina. Il conteggio si riferisce esclusivamente ai casi per i quali inchieste concluse o evidenze disponibili consentono un’attribuzione ritenuta adeguata dagli autori del rapporto. Per questo motivo, numerosi episodi emergono a distanza di tempo e vengono inseriti nella lista con ritardi significativi.
Metodologie e tendenze ricorrenti
Il documento segnala una combinazione di tattiche che comprende il cyberattacco, l’uso di droni, violazioni dello spazio aereo e il sabotaggio fisico di infrastrutture critiche. Le autorità hanno rilevato azioni coordinate e modalità operative simili in più paesi europei. Nel 2026 le agenzie tedesche hanno registrato circa 320 sospetti tentativi di sabotaggio, con ripetuti avvistamenti di droni vicino ad aeroporti e impianti militari; tuttavia l’attribuzione degli attori rimane complessa. Fenomeni analoghi sono stati documentati in Belgio, Paesi Bassi, Norvegia, Danimarca e negli Stati baltici, delineando un quadro di attività diffuse e transnazionali. Per queste ragioni, numerosi episodi emergono a distanza di tempo e vengono inseriti nelle liste ufficiali con ritardi significativi. Le indagini in corso mirano a stabilire legami operativi e a identificare vulnerabilità comuni nelle catene logistiche e nei sistemi di sorveglianza.
Dispositivi e tattiche non convenzionali
Le indagini in corso proseguono con l’obiettivo di chiarire legami operativi e individuare vulnerabilità comuni nelle catene logistiche e nei sistemi di sorveglianza. Alcuni episodi mostrano una predilezione per strumenti a basso costo ma di forte impatto mediatico, come pacchi incendiari e composti infiammabili. Sono stati segnalati inoltre impieghi di droni per ricognizione e per possibili attacchi mirati.
Nel 2026, pacchi contenenti composti di magnesio hanno preso fuoco in magazzini DHL in Germania, Polonia e Regno Unito. Le spedizioni provenivano dalla Lituania e le autorità hanno interpretato l’episodio come una campagna sperimentale per testare modalità di sabotaggio lungo le catene logistiche. Secondo il Washington Post e fonti dell’intelligence statunitense, operazioni analoghe avrebbero potuto servire da prova per attacchi su voli cargo transatlantici verso Stati Uniti e Canada.
Dal punto di vista ESG, la resilienza delle supply chain emerge come business case prioritario per aziende e operatori logistici. Le autorità continueranno analisi forensi e controlli sui punti critici della filiera per identificare responsabilità e mitigare rischi operativi.
Casi giudiziari e arresti significativi
Le autorità giudiziarie estoni hanno condannato Anatoly Privalov, cittadino israeliano residente a Narva, a 6,5 anni di carcere per spionaggio a favore della Russia. La sentenza riguarda accuse di cooperazione con l’FSB, partecipazione a sabotaggi e facilitazione di passaggi migratori illegali.
Secondo i servizi di sicurezza estoni, l’indagine ha individuato modalità di reclutamento che non tengono conto della cittadinanza. I funzionari sostengono che i servizi russi mirino a soggetti con necessità di spostamento verso la Russia per motivi familiari o professionali.
Il caso conferma come le attività di spionaggio e sabotaggio rimangano una minaccia concreta alle filiere critiche. Dal punto di vista operativo, le forze dell’ordine proseguiranno con analisi forensi e controlli mirati per identificare responsabilità e prevenire ulteriori infiltrazioni.
L’indagine rimane aperta e le autorità annunciano possibili sviluppi, inclusi accertamenti su contatti transfrontalieri e ulteriori provvedimenti giudiziari.
Attacchi sventati e operazioni collegate
Le indagini aperte continuano a collegare operazioni transnazionali e reti di reclutamento. Nel novembre 2026 un attacco ferroviario in Polonia è stato attribuito a Mosca, secondo risultanze investigative che indicano il reclutamento di tre cittadini ucraini per compiere l’azione.
Un mese prima, le autorità francesi hanno arrestato quattro persone originate dalla Repubblica del Nord Caucaso. I fermati sono ritenuti implicati in un complotto con finalità omicide contro attivisti contrari al sistema carcerario.
In ottobre 2026 le autorità di Polonia e Romania hanno riferito di aver sventato un piano per l’invio, tramite il corriere ucraino Nova Poshta, di pacchi autoinfiammabili. Uno dei pacchi sarebbe dovuto esplodere in strutture logistiche a Bucarest; analoghi invii hanno in passato incendiato magazzini in Europa centrale.
Le procure competenti mantengono attiva l’attività istruttoria per verificare eventuali contatti transfrontalieri e ulteriori responsabilità penali.
Distribuzione geografica e fattori di scelta degli obiettivi
A partire dalle indagini, il report dell’ICCT registra una concentrazione degli episodi nei Paesi ritenuti più schierati a sostegno dell’Ucraina. La Polonia risulta il paese con il maggior numero di casi identificati. La Francia ha registrato un aumento rapido con un totale di circa 20 casi. Lituania e Germania contano ciascuna circa 15 incidenti, seguite dal Regno Unito con 12 e dall’Estonia con 11. Gli autori sottolineano che il sostegno a Kiev appare il fattore determinante nella scelta dei bersagli, con i principali sostenitori che concentrano oltre la metà dei casi noti. Le autorità giudiziarie proseguono le verifiche per accertare collegamenti transfrontalieri e responsabilità penali eventuali.
Implicazioni per la sicurezza europea
Le autorità giudiziarie proseguono le verifiche per accertare collegamenti transfrontalieri e responsabilità penali eventuali. La natura ibrida di queste operazioni impone risposte articolate, che privilegino il rafforzamento della cooperazione internazionale e la condivisione in tempo reale delle informazioni. È necessario inoltre il potenziamento delle capacità locali nella difesa contro i droni e nel contrasto alle reti di supporto logistico.
Permane la difficoltà tecnica e legale nell’attribuire responsabilità in modo tempestivo, elemento che consente a campagne coordinate di operare sotto soglie di visibilità giudiziaria per periodi prolungati. L’analisi dell’ICCT descrive un mosaico di azioni statali e para‑statali che si collocano tra spionaggio, sabotaggio e disinformazione. Per i governi europei la sfida riguarda la combinazione di misure di sicurezza efficaci con strumenti giudiziari e diplomatici idonei a limitare l’uso strumentale delle debolezze logistiche e giuridiche degli Stati target. Si prevede un aumento degli investimenti in capacità tecniche e in aggiornamenti normativi a livello nazionale e sovranazionale.