Nove cani lasciati per ore su un terrazzo sotto il sole cocente, senza acqua né riparo: a Sciacca, in provincia di Agrigento, quattro cuccioli sono morti per il caldo estremo. Il ritrovamento ha fatto scattare la denuncia per maltrattamento e uccisione di animali d’affezione.
Sciacca, nove cani lasciati sul terrazzo sotto il sole: quattro cuccioli morti per il caldo estremo
Nove cani, tre adulti e sei cuccioli, sono stati lasciati per ore sul terrazzo di un’abitazione disabitata al terzo piano di un edificio, senza acqua, senza cibo e senza un riparo dalle temperature torride che hanno raggiunto i 43 gradi. L’allarme è scattato dopo la segnalazione di un cittadino alla Polizia Municipale e all’Ufficio comunale Benessere Animale.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Municipale, i veterinari dell’Asp e il personale dell’Ufficio Benessere Animale e Randagismo. L’accesso all’appartamento, però, non è stato immediato: l’immobile risultava vuoto e il terrazzo non era facilmente raggiungibile. In quel momento i Vigili del Fuoco erano impegnati in un’altra emergenza a Menfi, così la Procura è stata contattata per autorizzare l’ingresso forzato.
Quando finalmente i soccorritori sono riusciti a raggiungere gli animali, la scena era ormai drammatica. Quattro dei sei cuccioli erano già morti, gli altri due piccoli erano ancora vivi, ma in condizioni disperate, colpiti da convulsioni dopo essere rimasti esposti per ore al calore. Gli animali sopravvissuti sono stati immediatamente soccorsi, stabilizzati e trasferiti in una clinica veterinaria. Secondo quanto comunicato dai soccorritori, come riportato da La Stampa, non sarebbero più in pericolo di vita.
Proprietario denunciato, animali sequestrati: scatta la mobilitazione per salvarli
Al termine degli accertamenti, il proprietario dell’immobile è stato denunciato alla Procura della Repubblica con le accuse di maltrattamento e uccisione di animali d’affezione. Secondo quanto ricostruito, l’uomo si sarebbe presentato soltanto dopo l’arrivo delle autorità e avrebbe inizialmente tentato di ostacolare le operazioni prima di permettere l’accesso al terrazzo.
Tutti gli animali sono stati posti sotto sequestro e affidati alle strutture individuate per la loro tutela. Le carcasse dei quattro cuccioli sono state trasferite in una cella frigorifera e messe a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti del caso. “La madre dei cuccioli, un pastore maremmano, e i cuccioli ricoverati in clinica sono fuori pericolo. I maschi, un Pincher e un Pastore belga, risultati essere in buono stato di salute, non magri e non disidratati, sono stati sistemati in un canile convenzionato con la città di Sciacca“, ha spiegato Adriana Montalbano, responsabile dell’Ufficio Randagismo del Comune di Sciacca e volontaria dell’associazione Balzoo.
Per gli animali salvati si è già iniziato a costruire un percorso verso una nuova sistemazione. “Abbiamo trovato con Chiara Calasanzio, dell’associazione Ohana di Santa Margherita di Belìce, la possibilità di rifugio per gli animali ricoverati una volta che verranno dimessi“, ha aggiunto la responsabile dell’Ufficio Randagismo. L’obiettivo è ottenere rapidamente il dissequestro degli animali vivi e avviarli al circuito delle adozioni: “Cercheremo di farli entrare rapidamente nel circuito delle adozioni di modo che abbiano quello che finora gli è stato negato: una vita migliore“.
Sulla vicenda è intervenuto anche il Comune di Sciacca, che ha annunciato la volontà di costituirsi parte civile in un eventuale processo. Il sindaco Fabio Termine e l’assessore al Benessere degli Animali Agnese Sinagra hanno espresso “ferma condanna e profonda indignazione” per quanto accaduto. Anche l’Oipa ha annunciato una denuncia e ha chiesto l’introduzione del cosiddetto “Daspo cinofilo” per impedire al responsabile e agli eventuali complici di detenere altri animali. Dura anche la posizione della Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, che ha annunciato la costituzione di parte civile e ha presentato un’istanza per ottenere l’affidamento dei cani sopravvissuti.
L’appello delle istituzioni resta rivolto alla cittadinanza: chiunque venga a conoscenza di episodi di maltrattamento è invitato a denunciarli per evitare che situazioni simili possano ripetersi.
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