Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno avendo un impatto significativo sui prezzi del petrolio e della benzina, con conseguenze dirette sulle tasche dei consumatori. Negli ultimi giorni, i costi energetici sono saliti, riflettendo le preoccupazioni legate alla sicurezza delle rotte marittime e alla stabilità dell’offerta globale.
La situazione è ulteriormente complicata dalle recenti dichiarazioni di Donald Trump e dalle azioni degli Houthi in Yemen, che hanno annunciato un blocco navale contro l’Arabia Saudita.
Questi sviluppi stanno contribuendo a un clima di incertezza che si ripercuote sui mercati energetici.
L’impatto delle tensioni USA-Iran sui prezzi del petrolio
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno raggiunto un nuovo picco, con conseguenze immediate sui prezzi del petrolio. Il Brent crude ha toccato i $91.42 la scorsa domenica, per poi scendere leggermente a $88.04 lunedì.
Anche il West Texas Intermediate (WTI) ha registrato un aumento, raggiungendo $85.39 prima di ritracciarsi a $82.29.
La rottura del cessate il fuoco tra USA e Iran ha alimentato le preoccupazioni riguardo al transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz una delle rotte più strategiche al mondo, responsabile del trasporto di circa il 20% del petrolio globale prima del conflitto.
La situazione è ulteriormente aggravata dalla pressione iraniana sui loro alleati Houthi in Yemen, che minacciano di chiudere la rotta marittima del Mar Rosso se gli attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane dovessero continuare.
Il calo del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz
Tra il 17 e il 19 luglio, solo 30 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, secondo i dati di Kpler. Il traffico è stato ancora più limitato nel fine settimana, con solo otto navi sabato e quattro domenica, calo significativo del traffico marittimo sta contribuendo all’aumento dei prezzi del petrolio e alla crescente incertezza nei mercati energetici.
L’aumento dei prezzi della benzina negli Stati Uniti
I consumatori statunitensi stanno sentendo il peso dell’aumento dei prezzi della benzina. Il costo medio di un gallone (3.78 litri) ha superato i $4.00, in aumento rispetto ai $3.87 della scorsa settimana, secondo l’American Automobile Association (AAA). Questo segna la seconda settimana consecutiva di aumenti dei prezzi.
L’aumento dei prezzi della benzina è particolarmente significativo considerando che, solo la scorsa settimana, un rapporto aveva indicato un calo dell’inflazione mensile dello 0.4%, con una diminuzione del 9.5% dei prezzi della benzina, secondo il Consumer Price Index (CPI) del Bureau of Labor Statistics. Tuttavia, questo sollievo è stato di breve durata, con il riacutizzarsi delle tensioni tra USA e Iran.
L’impatto sulle compagnie di navigazione
Le tensioni in corso stanno avendo un impatto diretto sulle compagnie di navigazione. Dynacom Tankers, una società greca, ha riferito che due dei suoi vascelli sono stati colpiti da proiettili mentre navigavano vicino alla costa omanita. La compagnia non ha identificato i responsabili degli attacchi.
Le reazioni dei mercati finanziari
I mercati finanziari statunitensi hanno mostrato reazioni contrastanti di fronte alle crescenti tensioni geopolitiche. Il settore tecnologico, in particolare, ha registrato un rally, con il Nasdaq in aumento dello 0.6% e l’S&P 500 in crescita dello 0.2%. Al contrario, il Dow Jones Industrial Average ha registrato un calo dello 0.25% dalla sua apertura lunedì.
L’oro, tradizionalmente considerato un investimento sicuro durante i periodi di incertezza economica, ha registrato un leggero calo, con il prezzo spot a $4,011.96 per oncia. I rendimenti dei Treasury sono saliti dello 0.5%, mentre il dollaro USA ha guadagnato lo 0.1%.
David Meger, direttore del trading di metalli presso High Ridge Futures, ha commentato che i prezzi dell’energia rimangono al centro dell’attenzione, con il rischio che le tensioni in Medio Oriente possano spingere la Federal Reserve a rialzare i tassi di interesse più avanti quest’anno.
