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Pilar Fogliati e gli Epstein Files: la citazione nei messaggi e le precisazioni dell'attrice

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Una ricostruzione dei passaggi principali nei documenti pubblici noti come Epstein Files, con la citazione di Pilar Fogliati e la sua replica pubblica

Pilar Fogliati è tornata al centro dell’attenzione dopo la diffusione parziale degli “Epstein Files”, archivi che negli ultimi giorni hanno scatenato un’ondata di notizie su scala nazionale. Il suo nome compare una sola volta in una conversazione attribuita a Jeffrey Epstein e a Eduardo Teodorani. L’attrice — oggi scelta come co-conduttrice del Festival di Sanremo 2026 — ha detto di essersi sentita sorpresa e a disagio, spiegando però di non voler entrare nel merito pubblicamente per tutelare la propria privacy e la carriera.

Cosa sono, in pratica, gli “Epstein Files”? Si tratta di milioni di pagine, immagini e file multimediali resi disponibili in più tranche. È fondamentale ricordare che la presenza di un nome in un archivio del genere non equivale a un’accusa: spesso si tratta di appunti, elenchi, corrispondenze o annotazioni che non hanno valore probatorio. Giornalisti e analisti insistono nel differenziare con attenzione tra una semplice citazione e un capo d’imputazione, proprio per proteggere la presunzione di innocenza.

Le menzioni contenute negli archivi provengono da fonti eterogenee: rapporti investigativi, intercettazioni, registrazioni di contatti e documenti finanziari. In molti casi emergono riferimenti episodici o descrizioni sommarie che nominano terzi senza collegamenti diretti a comportamenti illeciti. Questo sovraccarico di dati impone un lavoro di contestualizzazione e verifica incrociata: senza questi passaggi, si rischia di trarre conclusioni affrettate.

Nel caso di Fogliati, la citazione risulta inserita in una chat tradotta in italiano tra Eduardo Teodorani e Jeffrey Epstein. Secondo quanto emerge dalle trascrizioni, il passaggio in cui viene fatto il suo nome è parte di uno scambio su incontri e spostamenti a Parigi, oltre a riferimenti su persone che potevano essere presentate. Non ci sono, dai documenti resi pubblici finora, atti giudiziari né prove dirette che colleghino l’attrice a un procedimento penale.

Il contenuto tradotto della chat contiene dettagli logistici — arrivi a Parigi, proposte di incontri e nomi di terze persone — e in una parte cita anche Steve Bannon. In un passaggio Teodorani descrive l’aspetto fisico di una donna che proponeva di presentare a Epstein, indicando il nome di Pilar Fogliati. Questo elemento ha alimentato la copertura mediatica, ma resta di natura informativa e non investigativa.

Le autorità stanno comunque procedendo con le verifiche tecniche sui materiali pubblicati: autenticazione delle chat, accertamenti forensi e riscontri procedurali sono tutti passaggi necessari per stabilire se vi siano elementi di rilievo giudiziario. Nel frattempo, gli effetti sulla reputazione possono manifestarsi rapidamente — anche in assenza di procedimenti — ed è per questo che i soggetti citati spesso scelgono la riservatezza come strategia di tutela.

Dal punto di vista giornalistico vale la pena ribadire un principio semplice ma cruciale: la distinzione tra menzione, ipotesi e accusa formale. La pubblicazione indiscriminata di estratti, senza contesto, favorisce fraintendimenti e danni d’immagine che talvolta sono difficili da ricomporre. Per questo molte redazioni adottano criteri restrittivi nel riportare nomi e dettagli non corroborati da atti ufficiali.

Pilar Fogliati ha detto di aver provato “brividi” alla lettura della propria menzione e ha preferito non alimentare la discussione pubblica. La sua posizione assume peso anche alla luce dell’impegno professionale imminente al Festival di Sanremo. Quanto agli sviluppi, tutto dipenderà dagli esiti delle verifiche tecniche e dai riscontri che gli inquirenti riusciranno a ottenere dai materiali ancora da esaminare. Servono accertamenti affidabili e un’analisi contestuale prima di trasformare una citazione in una narrazione giudiziaria o pubblica. Fino a quando le autorità non avranno chiarito la natura e l’attendibilità dei documenti, conviene muoversi con cautela e distinguere tra informazioni emerse dagli archivi e fatti accertati.