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Quando la mozzarella diventa rosa

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Coldiretti: "ciò che è successo era assolutamente prevedibile e succederà ancora se non si risolve il problema alla radice"

Sarà bianca, rosa o blu? Viene spontaneo domandarselo, alla luce dello scalpore suscitato dalla vicenda esitva della mozzarella blu e di quanto avvenuto nei giorni scorsi, con l’ennesimo danno di “immagine” del gustoso latticino fresco. Grande deve infatti essere stato lo stupore di una famiglia, residente nel teramano, che lo scorso sabato si è trovata a tu per tu con tre latticini di colore…rosa.
Il prodotto in questione, di marca non famosa, a differenza delle mozzarelle blu, e, stando a quanto riportato in etichetta, provenienti da un caseificio pugliese, è stato acquistato dalla famiglia in data 13 ottobre, in un supermercato di Marino, comune dei castelli romani, a poca distanza dall’abitazione della famiglia.

La confezione, non scaduta, sarebbe dunque stata aperta tre giorni dopo, previa regolare conservazione in frigorifero. Le mozzarelle al suo interno, presentavano però una sospetta colorazione rosa, tanto che la famiglia ha deciso immediatamente di fotografare l’alimento e di sottoporre le immagini alla locale Asl, per comprendere la ragione dell’insolito colore. Le immagini sono state inviate anche al Codacons, al fine di denunciare l’accaduto e dare avvio ad ulteriori controlli.

Una segnalazione è stata dunque inviata ai Nas e alla Procura di Roma, perchè iniziassero le dovute indagini.

Dalle analisi sui latticini, effettuate nei laboratori del servizio Igiene degli Alimenti di origine animale, è emerso che la particolare colorazione sarebbe stata provocata da un batterio non nocivo alla salute. Un altro batterio, proprio come quello, denominato “pseudomonas fluorescens“, anch esso non nocivo ma colpevole di aver reso blu una normale mozzarella bianca.

Insomma, a quanto pare, nessun pericolo per la salute umana ma è ugualmente necessario fare chiarezza, allo scopo di evitare che casi come questi possano nuovamente ripetersi.

A tal proposito si è espressa la Coldiretti, nella persona del direttore Simone Ciampoli, il quale ha dichiarato: “Ciò che è successo era assolutamente prevedibile e succederà ancora se non si risolve il problema alla radice” e ha nuovamente ribadito l’importanza di un’etichettatura trasparente che sappia indicare l’origine dei prodotti agricoli e alimentari e non solo la sede di lavorazione.

“Dopo la mozzarella blu, la scoperta di esemplari di mozzarella rosa conferma l’importanza di conoscere la provenienza di ciò che mangiamo; la mancanza di una legge adeguata, attualmente esistente per il latte fresco ma non per il latte a lunga conservazione e per i derivati, accentua la confusione e la paura del consumatore, aggrava la condizione di crisi che vivono gli allevatori che, purtroppo, devono fare i conti anche con l’atteggiamento e l’ostilità delle industria di trasformazione, che non vuole neanche sedersi al tavolo delle trattative per la ridefinizione del prezzo del latte. Auspichiamo che la scoperta della mozzarella rosa, in cui l’istituto zooprofilattico ha confermato la presenza di germi cromogeni che proliferano se viene interrotta la catena del freddo, serva per riportare l’attenzione su un problema di cui la Coldiretti si fa portavoce da anni”; queste le parole del direttore Coldiretti, Simone Ciampoli.

E’ indubbio che, al di là della non nocività, lo scalpore generato da vicende come quella delle mozzarelle blu o rosa insinui comunque forti dubbi nel consumatore: è bene fare qualcosa di concreto per bloccare situazioni alimentari sospette, prima che i prodotti di colore o sembianze fuori dal consueto, finiscano sulle tavole dei consumatori. In un periodo economicamente non favorevole, la completa fiducia del consumatore nel prodotto acquistato è certamente il primo passo per il raggiungimento di una concreta e sostenuta ripresa.

Daniele Orlandi

La redazione è composta da giornalisti di strada, fotografi, videomaker, persone che vivono le proprie città e che credono nella forza dell'informazione dal basso, libera e indipendente. Fare informazione, per noi, non è solo un lavoro ma è amore per la verità.


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