Un’operazione antiterrorismo condotta in diverse regioni italiane ha portato all’arresto di un ragazzo di 17 anni accusato di aver pianificato un attacco in ambito scolastico. L’indagine, sviluppata tra ambienti reali e digitali, ha fatto emergere un percorso di radicalizzazione online e il reperimento di materiale per la costruzione di armi ed esplosivi, riportando al centro dell’attenzione il legame tra cronaca giudiziaria e diffusione di contenuti estremisti sul web.
Operazione antiterrorismo in più regioni: cosa è emerso
All’alba di oggi, lunedì 30 marzo, un’ampia operazione dei carabinieri del Raggruppamento operativo speciale, affiancati dai comandi territoriali, ha coinvolto Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana, portando all’arresto di un 17enne pescarese domiciliato nel Perugino. Il provvedimento, disposto dal giudice per le indagini preliminari del tribunale per i minorenni dell’Aquila su richiesta della Procura, ha previsto la custodia cautelare con trasferimento in un istituto penale minorile. Il giovane è accusato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di odio razziale, etnico e religioso, oltre alla detenzione di materiale con finalità terroristiche.
Come riportato dall’Ansa, l’attività investigativa ha ricostruito un quadro particolarmente preoccupante: il ragazzo reperiva e condivideva manuali dettagliati per la fabbricazione di armi da fuoco e congegni esplosivi, dimostrando un livello avanzato di pianificazione. Tra i materiali sequestrati sarebbero stati trovati documenti su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, oltre a veri e propri vademecum per il sabotaggio di infrastrutture pubbliche. Particolare allarme ha suscitato l’interesse per la costruzione di armi tramite stampa 3D e per la sintesi del Tatp, noto anche come “madre di Satana”, già utilizzato in attentati internazionali.
L’indagine, avviata nell’ottobre 2025 e collegata a precedenti operazioni antiterrorismo, ha inoltre portato a sette perquisizioni nei confronti di altri minorenni nelle province di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo.
Ragazzo minorenne arrestato per terrorismo in Italia: progettava una strage in una scuola
Le indagini hanno evidenziato un forte processo di radicalizzazione maturato in ambienti digitali estremisti. Il 17enne sarebbe stato in contatto con esponenti del gruppo Telegram “Werwolf Division”, un contesto in cui si diffondono ideologie neonaziste e suprematiste, basate sulla presunta superiorità della “razza ariana”. In questi spazi venivano esaltati autori di stragi di massa, definiti “santi” per incentivare l’emulazione, tra cui Brenton Tarrant e Anders Behring Breivik. Nel materiale analizzato dagli investigatori sarebbero emersi anche simboli e riferimenti espliciti, come teschi e svastiche, insieme alla glorificazione degli autori della strage della Columbine High School, indicati come “hero”.
Secondo quanto ricostruito, il ragazzo avrebbe pianificato un attacco in una scuola, immaginato “come un videogioco”, con tanto di percorso, ingresso armato e fase di assalto, fino all’ipotesi di suicidio finale. Questo elemento rafforza il quadro di una radicalizzazione profonda, alimentata da contenuti violenti e dalla fascinazione per le stragi.
Sul caso è intervenuto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, sottolineando che si tratta della “conferma che noi dobbiamo considerare il tema dei social con grande attenzione” e ribadendo come “È una grande sfida, purtroppo è il tema del momento ed è un tema molto drammatico“. Il ministro ha inoltre richiamato la necessità di interventi concreti, evidenziando che “È un tema, questo, che dobbiamo affrontare con grande urgenza e con grande senso di responsabilità“, anche attraverso una regolamentazione più efficace dell’uso dei social da parte dei minori.