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Rapina armata nella villa dell’ex senatore della Lega: "Mi hanno puntato una pistola in fronte"

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Banda armata irrompe nella villa dell’ex senatore della Lega: ore di terrore per la famiglia e colpo milionario messo a segno dai rapinatori.

Una banda armata ha preso di mira l’ex senatore della Lega, mettendo a segno una rapina in villa caratterizzata da minacce e sequestro. Episodi di questo tipo, sempre più organizzati e violenti, evidenziano la crescente pericolosità delle azioni mirate contro obiettivi privati di alto profilo.

Rapina in villa: banda armata sequestra l’ex senatore della Lega e la famiglia

Come riportato da Il Giornale di Venezia, tra la tarda serata di venerdì 17 e le prime ore di sabato 18 aprile, l’imprenditore vicentino ed ex senatore della Lega Alberto Filippi avrebbe vissuto insieme alla sua famiglia un’ora di forte tensione nella propria abitazione ad Arcugnano, in provincia di Vicenza. Al suo rientro, intorno alle 23, sarebbe stato improvvisamente assalito da quattro individui incappucciati e armati, spuntati da un’area verde nei pressi della villa.

L’uomo sarebbe stato colpito e minacciato con una pistola puntata contro il volto mentre parcheggiava l’auto in garage, venendo poi immobilizzato e trascinato all’interno dell’abitazione.

Una volta dentro, i malviventi avrebbero separato i presenti e preso il controllo della casa, trattenendo l’imprenditore e i familiari per circa sessanta minuti. La moglie e le due figlie piccole sarebbero state costrette a restare sotto sorveglianza in una stanza, mentre altri membri del gruppo si muovevano liberamente tra gli ambienti.

Sotto minaccia, sono stati aperti gli spazi dove erano custoditi oggetti di grande valore: orologi di lusso come Rolex e Patek Philippe, borse Hermès e pellicce. Il bottino complessivo sarebbe di circa tre milioni di euro.

Banda armata sequestra l’ex senatore della Lega e la famiglia: la fuga e le indagini in corso sui malviventi

Al Giornale di Vicenza, Filippi avrebbe raccontato di essere stato colpito e di aver avuto una pistola a pochi centimetri dagli occhi, mentre uno dei rapinatori lo teneva sotto controllo anche con un cacciavite. Alcuni membri del gruppo non parlavano italiano, mentre altri lo utilizzavano in modo incerto. Terminata l’irruzione, i criminali si sono dati alla fuga e la famiglia ha potuto dare l’allarme, utilizzando un telefono recuperato tra gli oggetti sparsi in giardino e in garage.

Sul posto sono intervenuti rapidamente i carabinieri, che hanno avviato le indagini anche grazie al sistema di videosorveglianza presente nella villa. Secondo quanto riferito dall’avvocato dell’imprenditore, la banda potrebbe aver studiato in anticipo i movimenti della vittima.

Nel frattempo, numerose sono state le reazioni di solidarietà, tra cui quella di rappresentanti istituzionali che hanno condannato con fermezza l’accaduto, definendolo un episodio di particolare gravità e tale da riaccendere il dibattito sulla sicurezza nelle abitazioni private. “Esprimo la mia piena e sincera solidarietà ad Alberto Filippi e alla sua famiglia, vittime di un episodio gravissimo che ha colpito non solo una persona, ma l’intera comunità vicentina“, ha scritto in una nota Francesco Rucco (Fdi), vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto.