Proseguono le indagini sulla rapina alla filiale della banca Crédit Agricole di Napoli, un colpo complesso e pianificato che ha visto l’utilizzo di cunicoli sotterranei e modalità d’azione altamente organizzate. Gli investigatori stanno cercando di chiarire dinamiche, responsabilità e un possibile coinvolgimento interno nella preparazione del raid, con l’ipotesi sempre più concreta della presenza di una “talpa” che avrebbe fornito informazioni decisive ai malviventi sulle vulnerabilità della banca e sulle cassette di sicurezza.
Rapina in banca a Napoli: il colpo, l’irruzione dalle fogne e la fuga della banda
La rapina si è sviluppata attraverso un complesso sistema di accessi sotterranei: oltre ai cunicoli principali, i malviventi avrebbero scavato un tunnel aggiuntivo che ha condotto direttamente all’interno della filiale. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il colpo sarebbe iniziato intorno a mezzogiorno, quando alcuni membri della banda sono entrati dall’ingresso principale mentre altri sono emersi da un varco creato nelle fogne, largo circa un metro.
Le testimonianze parlano di almeno sei persone, forse fino a nove, alcune armate di pistole poi risultate finte. I rapinatori, con il volto coperto da collant e maschere ispirate anche a personaggi cinematografici, avrebbero radunato circa 25 tra clienti e dipendenti in un ufficio prima di passare al caveau.
Non essendoci contanti, l’obiettivo è diventato lo svuotamento delle cassette private, aperte con attrezzi da scasso.
Un responsabile della filiale ha dichiarato: “La fila 222 delle cassette non è stata toccata, è stata aperta quella 224”. All’arrivo delle forze speciali, che hanno utilizzato anche dispositivi stordenti, i rapinatori erano già fuggiti attraverso gli stessi cunicoli, portando via il bottino. Le indagini proseguono anche con l’ispezione dei tunnel sotterranei, supportate dall’azienda idrica comunale, per ricostruire l’intero percorso di fuga.
Rapina in banca, i banditi avevano una talpa? Gli indizi e la scoperta dalle indagini
Proseguono le ricerche della banda che giovedì 16 aprile ha colpito la filiale Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, nel quartiere Arenella a Napoli. Le accuse a carico dei responsabili restano pesanti: rapina aggravata e sequestro di persona. Gli investigatori, come riportato da Repubblica, starebbero seguendo con attenzione la pista di un possibile complice interno, una sorta di “talpa” che potrebbe aver fornito indicazioni decisive sulla struttura della banca e sulle sue vulnerabilità. Secondo le prime ricostruzioni, sarebbero circa quaranta le cassette di sicurezza risultate svuotate, anche se il dato non è ancora definitivo.
Le analisi in corso riguarderebbero anche il cunicolo utilizzato per l’irruzione, con rilievi su impronte lasciate su un generatore e sugli strumenti da scasso. Le ipotesi riportate da Il Mattino suggeriscono che qualcuno dall’interno possa aver osservato la differenza tra le strutture del pavimento, intuendo che l’antisala fosse più vulnerabile rispetto all’area del caveau. Anche il Corriere della Sera evidenzia un possibile supporto informativo su dettagli tecnici, come la scarsa blindatura delle cassette e gli orari di accesso. Più complesso, invece, che i rapinatori conoscessero il contenuto delle singole cassette, dato riservato esclusivamente ai clienti.