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Rapina in banca a Napoli, intervento delle forze speciali terminato: mistero sulla fuga dei ladri

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Rapina alla banca Credit Agricole di Napoli: assalto pianificato tra ostaggi, cassette di sicurezza e sospetta fuga nel sottosuolo.

Una rapina ben orchestrata ha colpito una filiale della Credit Agricole a Napoli, attirando l’attenzione per le modalità insolite dell’azione e la fuga dei responsabili. Il sequestro di numerosi ostaggi, il possibile utilizzo delle fogne come via di fuga e l’intervento delle forze speciali hanno reso l’episodio particolarmente complesso, aprendo interrogativi sulla pianificazione e sull’entità del bottino.

Rapina a Napoli nella banca Credit Agricole

Stando a quanto riportato da Fanpage, la rapina nella filiale della Credit Agricole sarebbe stata organizzata con l’intento di raggiungere le cassette di sicurezza del caveau, circostanza che rende al momento impossibile quantificare il bottino. L’irruzione è avvenuta intorno alle ore 12:00, quando un gruppo composto da almeno tre o quattro individui armati ha fatto ingresso nei locali, sequestrando circa 25 persone tra dipendenti e clienti.

Gli ostaggi sono stati successivamente liberati nel primo pomeriggio, intorno alle 13:30, e alcuni di loro hanno ricevuto assistenza medica sul posto per lo shock, senza però riportare ferite gravi. Sempre più consistente appare l’ipotesi che i rapinatori abbiano sfruttato un’apertura nel pavimento per introdursi nella banca o per allontanarsi, probabilmente utilizzando la rete fognaria come via di fuga.

Rapina in banca a Napoli, blitz delle forze speciali concluso: come sono fuggiti i ladri

Nel pomeriggio, verso le 16:40-16:45, sono intervenuti i reparti speciali dei carabinieri, giunti anche con supporto aereo, che hanno fatto irruzione nella filiale in assetto operativo insieme ad altre unità. Durante l’azione sono stati avvertiti diversi boati, con ogni probabilità dovuti all’impiego di granate stordenti, utilizzate per sorprendere eventuali sospetti ancora presenti. L’operazione si è conclusa intorno alle 17:20 senza il ritrovamento dei rapinatori, rafforzando l’idea che fossero già riusciti a fuggire attraverso il sottosuolo.

Parallelamente, sono state avviate ispezioni nelle condutture della zona con il supporto degli operai dell’azienda idrica cittadina e della polizia scientifica. Nei pressi della banca sarebbe stata inoltre individuata un’auto scura con targa coperta, ritenuta potenzialmente collegata al colpo e sottoposta a rilievi. L’intera area di piazza Medaglie d’Oro è stata messa in sicurezza, con chiusure e deviazioni della viabilità e dei mezzi pubblici, mentre proseguono le indagini per ricostruire con precisione modalità e responsabilità dell’azione criminale.

Rapina in banca a Napoli: collegamenti con tecniche già note sul territorio

Le modalità dell’assalto richiamano da vicino quelle della cosiddetta “banda del buco”, una tecnica criminale già nota in passato proprio tra Napoli e altre città italiane, che prevede l’accesso agli edifici attraverso cunicoli sotterranei e condotte fognarie. Episodi simili hanno mostrato come i rapinatori studino a lungo i percorsi nel sottosuolo per raggiungere caveau e locali sensibili senza essere intercettati . Anche in questo caso, la presenza di un foro nella pavimentazione rafforza l’ipotesi di un piano preparato nei dettagli. Sul luogo della rapina sono intervenute anche le massime autorità locali, tra cui il procuratore capo, a conferma della gravità dell’episodio e della complessità investigativa. Le indagini si stanno concentrando non solo sulla fuga, ma anche sulla possibile rete logistica dietro il colpo, che potrebbe aver richiesto giorni di lavoro nel sottosuolo e sopralluoghi preliminari per individuare i punti più vulnerabili della struttura bancaria