Un attentato incendiario ha colpito l’abitazione del giovane cronista vicentino Adriano Cappellari a Enego, nell’Altopiano di Asiago, in un contesto già segnato da minacce e intimidazioni. Ecco le sue parole dopo il grave attacco.
L’attentato notturno contro Adriano Cappellari e la ricostruzione dei fatti
Il giovane cronista vicentino Adriano Cappellari ha raccontato di essere rientrato a casa intorno alle 23.15, dopo essersi fermato a parlare con alcuni vicini.
Poco dopo, come riportato a Il Messaggero, la situazione è precipitata: “Sono tornato a casa intorno alle 23.15, mi sono fermato a fare due chiacchiere con i vicini e poi sono entrato. E di lì a poco è esplosa la bomba“. L’ordigno è deflagrato a brevissima distanza dal suo ingresso nell’abitazione, dettaglio che lo ha portato a ipotizzare di essere stato osservato: “Sì, e secondo me chi ha messo la bomba lo sapeva“.
Le telecamere installate nel cortile, predisposte dopo precedenti minacce, avrebbero ripreso l’intera sequenza. Nei video si vedrebbe una persona a piedi, con il volto coperto e armata, che si avvicina alla recinzione, inserisce una lettera e lascia l’ordigno davanti al cancello. Lo stesso Cappellari precisa: “Si vede una persona a piedi, con il volto coperto e una pistola in mano.
Si avvicina alla recinzione, mette dentro la lettera di minacce e poi piazza la bomba davanti al cancello“.
L’ordigno, secondo quanto riferito, non sarebbe una bottiglia incendiaria ma un dispositivo artigianale composto da una piccola bombola di gas e materiale infiammabile.
Attentato contro Adriano Cappellari, le prime parole: “Mi seguono, ora sono certo”
L’episodio si inserisce in una serie di intimidazioni già ricevute dal cronista, collaboratore de Il Giornale di Vicenza e de L’Altopiano, impegnato anche nel racconto della realtà di Caivano e dell’attività di don Maurizio Patriciello. Nella lettera minatoria comparivano messaggi espliciti: “Che devo smetterla di scrivere o mi fanno smettere loro. E poi che mi tengono d’occhio, che mi controllano“.
In precedenza erano già giunte altre comunicazioni anonime, tra cui una con la frase: “Se non fate tacere Cappellari, lo faremo noi”. Il giornalista ha escluso un coinvolgimento della criminalità organizzata: “Mi sento di escludere che si tratti della criminalità organizzata“. Ha inoltre spiegato a Il Messaggero di occuparsi principalmente di cronaca locale dell’Altopiano, con un solo articolo dedicato al sacerdote dopo una sua visita a Enego. Sulla possibile origine dell’attacco ha aggiunto: “Forse qualcosa di più locale, ma non riesco davvero a immaginare cosa“.
Sull’accaduto sono intervenute anche le istituzioni. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha espresso solidarietà parlando di “un altro grave e vile atto intimidatorio“, sottolineando che colpire un giornalista significa attaccare la libertà di informazione. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condannato l’episodio definendolo “inaccettabile e un attacco irricevibile alla libertà di stampa e informazione“, aggiungendo di essere certa che il cronista non si lascerà intimidire e continuerà il suo lavoro.
Nel frattempo, le indagini proseguono e il caso sarà valutato anche in sede di Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in prefettura, dove si deciderà sull’eventuale assegnazione di misure di protezione.