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Corpo del ragazzino trovato nel Sesia: ricerche proseguite fino a Palestro

Corpo del ragazzino trovato nel Sesia: ricerche proseguite fino a Palestro

È stato recuperato il corpo del ragazzo di origine senegalese che si era tuffato nel fiume Sesia; le ricerche dei vigili del fuoco, con gommoni e elicottero, hanno portato al ritrovamento a Palestro

Il corpo del ragazzo scomparso dopo un tuffo nel fiume Sesia è stato rinvenuto nel territorio comunale di Palestro, a diversi chilometri dal punto in cui era entrato in acqua. Il dodicenne, di origine senegalese e residente a Vercelli, frequentava la scuola media Avogadro: la notizia ha colpito famigliari, compagni e la comunità locale, che attende ora chiarimenti sulla dinamica dell’incidente.

La scomparsa e l’allarme

Secondo le ricostruzioni, il ragazzo si era tuffato nella porzione del fiume che costeggia il capoluogo insieme ad alcuni coetanei, senza la presenza di adulti. Nonostante la segnaletica che indica il divieto di balneazione, il gruppo ha scelto quel tratto per rinfrescarsi a causa del caldo.

Poco dopo il tuffo, il giovane non è più riemerso: gli amici hanno subito cercato aiuto e il primo adulto incontrato ha lanciato l’allarme, dando il via alle operazioni di soccorso.

Intervento dei soccorsi

I soccorsi sono stati coordinati dal comando dei vigili del fuoco di Vercelli. Le operazioni hanno coinvolto unità specializzate nelle ricerche fluviali, con l’utilizzo di gommoni, sommozzatori e il supporto aereo di un elicottero.

Le squadre hanno perlustrato il corso d’acqua seguendo la corrente e ispezionando punti lontani dal luogo iniziale del tuffo, compreso il tratto oltre il ponte per Novara che ricade nel comune di Palestro.

Caratteristiche del tratto e rischi noti

Il tratto del Sesia interessato dall’incidente è accessibile a piedi e, nei mesi estivi, frequentato da numerosi bagnanti, spesso giovani. Nonostante ciò, le autorità ribadiscono che il fiume non è balneabile nel territorio comunale: le acque possono presentare correnti insidiose, dislivelli improvvisi e punti in cui la profondità aumenta rapidamente, fattori che rendono pericoloso anche un bagno apparentemente tranquillo.

Avvisi e comportamenti a rischio

L’assessorato comunale, attraverso rappresentanti locali, ha lanciato un appello agli adulti e agli educatori perché vigilino sui più giovani e diffondano pratiche di prevenzione. I cartelli di divieto vengono spesso ignorati, così come le barriere o le transenne che limitano l’accesso in alcune spiaggette: episodi analoghi, con epiloghi tragici o salvataggi eroici, si sono verificati in passato in quella stessa area del fiume.

Contestualizzazione storica e precedente

Nel tratto tra corso Rigola e le aree limitrofe si sono già verificati provvedimenti e interventi in passato: negli anni recenti si contano sia annegamenti sia recuperi riusciti grazie all’intervento di passanti o soccorritori. Tali precedenti confermano la pericolosità del punto e la necessità di mantenere alta l’attenzione sul rispetto delle norme di sicurezza e sulla presenza di figure adulte quando i minorenni si avvicinano alle rive.

Prospettive investigative e reazioni

Al momento la dinamica precisa dell’incidente è in fase di accertamento: gli inquirenti e i soccorritori stanno verificando se il ragazzo sia stato trascinato dalla corrente, se abbia avuto un malore o se vi siano altri fattori che abbiano contribuito alla tragedia. La famiglia e la scuola sono seguite dai servizi territoriali, mentre la comunità riflette sull’importanza di messaggi chiari rivolti ai giovani riguardo ai rischi dell’acqua.

Il ruolo della comunità

Resta centrale il richiamo alla responsabilità collettiva: gli amministratori insistono sul fatto che nessuna giornata di caldo giustifica l’esposizione a pericoli evitabili. È un invito a incrementare la sorveglianza, a rispettare la segnaletica e a affidare i giovani a figure adulte quando si trovano in prossimità del corso d’acqua, per prevenire che momenti di svago si trasformino in tragedia.

Le operazioni di recupero e i successivi accertamenti proseguiranno fino a quando gli inquirenti non avranno ricostruito tutte le fasi dell’accaduto. Intanto, il ritrovamento del corpo chiude la fase delle ricerche ma apre la necessità di un confronto sulla sicurezza e sulla prevenzione lungo le rive del fiume Sesia.