Nella notte tra venerdì e sabato, durante le prove della parata del 2 giugno a Roma, una trentina di cavalli dell’Esercito è fuggita improvvisamente dalle aree di addestramento nei pressi delle Terme di Caracalla. L’episodio ha provocato momenti di forte caos in città, con gli animali che hanno attraversato diverse strade trafficate e causato alcuni incidenti e feriti.
Le indagini sono in corso per chiarire le cause della fuga e le eventuali responsabilità.
Fuga improvvisa dei cavalli durante le prove del 2 giugno: l’ipotesi più accreditata
Nella notte tra venerdì e sabato, circa trenta cavalli dell’Esercito sono scappati dalle aree di addestramento allestite nei pressi delle Terme di Caracalla, nel cuore di Roma, dove erano radunati per le prove della parata del 2 giugno.
Gli animali, già schierati e in attesa dell’esercitazione, si sono improvvisamente imbizzarriti e hanno percorso al galoppo diverse strade della Capitale, tra cui via Cristoforo Colombo, attraversando tratti trafficati da auto e motocicli fino a spingersi verso la zona dell’Eur.
Secondo le prime ricostruzioni di polizia locale e carabinieri, l’ipotesi più accreditata è che a scatenare il panico possa essere stata l’esplosione di alcuni petardi o fuochi d’artificio avvenuta a breve distanza.
Come riportato dall’Ansa, un vigile urbano avrebbe ammesso di averli accesi “per motivi goliardici”, e ora la sua posizione è al vaglio degli inquirenti.
Dalle indiscrezioni dell’Ansa, la corsa incontrollata degli animali avrebbe provocato incidenti e il ferimento di quattro persone: una poliziotta di 29 anni e tre militari dei Lancieri di Montebello, tra cui due donne. Nessuno sarebbe in pericolo di vita, ma le lesioni comprendono fratture, escoriazioni e contusioni; uno dei soldati avrebbe riportato anche la perforazione di un polmone a causa di una costola incrinata. Alcuni cavalli hanno subito lievi ferite e sono stati recuperati e messi in sicurezza lungo le strade della zona fino all’Eur.
Cavalli in fuga dalle prove della parata del 2 giugno: l’ira del capo dei vigili urbani
Le istituzioni hanno seguito da vicino l’evolversi della situazione: dal Ministero della Difesa è arrivata la conferma che il ministro Guido Crosetto “pur trovandosi in visita ufficiale all’estero, ha seguito costantemente l’evolversi della situazione”, mentre i cavalli sono stati “immediatamente soccorsi e affidati alle cure del personale competente”. Intanto i carabinieri hanno trasmesso una prima informativa alla procura e non si esclude l’apertura di un fascicolo per lesioni e danneggiamento.
La polizia locale ha avviato accertamenti congiunti e sta analizzando le immagini delle telecamere per chiarire dinamica e responsabilità. Come riportato in una intervista a Repubblica, dal comando della polizia locale, il comandante Mario De Sclavis ha assicurato fermezza nelle verifiche: “C’è un iter, va seguito. Ma saremo inflessibili”. E ancora: “Ripeto, saremo inflessibili. Per gli eccessi di quattro sciocchi si scredita il lavoro di un corpo di 6.200 colleghi”.
Sulle possibili conseguenze disciplinari ha chiarito: “Rischiano la sospensione. Di licenziamento si può parlare solo in caso di sentenze passate in giudicato”. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione l’origine dell’episodio e verificare eventuali ulteriori responsabilità.