> > Benzina, le scorte per l'estate: la situazione in Italia

Benzina, le scorte per l'estate: la situazione in Italia

La reale situazione benzina in Italia

Nuovo allarme sulle carenze di carburante. Scopriamo insieme quale sarà la situazione dell'Italia in estate.

Nuovo allarme sulle carenze di carburante, ma l’Italia ha aumentato importazioni e raffinazione. Scopriamo insieme quale sarà la situazione estiva di scorte e prezzi.

Benzina, scorte e prezzi per l’estate: la situazione in Italia

Nonostante il nuovo allarme sulle carenze di carburante, l’Italia sembra affrontare l’estate in modo tranquillo. Difficilmente gli automobilisti troveranno i distributori senza carburante e sono improbabili anche ondate di cancellazione di voli.

Ci sarà, ovviamente, da fare i conti con le oscillazioni dei prezzi, anche se i produttori non si aspettano particolari impennate. Questo è il quadro per l’Italia di fronte all’attuale andamento della guerra in Iran, cambierebbe con un allargamento delle operazioni militari all’intero Medio Oriente.

Altri Paesi sono in una situazione ben peggiore, com Cina, India, Giappone Corea del Sud, che già da mesi lamentano ripercussioni.

L’Ue aveva anche lanciato un monito per il trasporto aereo, perché potrebbero esserci grandi difficoltà se la situazione in Medio Oriente non dovesse migliorare.

Benzina, situazione in Italia: gli scenari meno probabili

Secondo i produttori e distributori di energia italiani, gli scenari più preoccupanti sarebbero quelli meno probabile. L’Italia vanta una delle principali industrie della raffinazione che lavora ed esporta ogni anno una quantità di benzine, oli combustibili, bitume e lubrificanti di 25,72 milioni di tonnellate, come riportato dal Messaggero.

Dall’inizio del conflitto registriamo volumi di import, domanda estera e una produzione simili a quella dello scorso anno. Soltanto la lavorazione del jet fuel è aumentata del 7 per cento, il che permetterà di ridurre le scorte” ha dichiarato Gianni Murano, presidente dell’Unem.

Per il momento non si registrano riduzioni nelle disponibilità di gas, con l’Italia che ha il più alto livello di stoccaggio e sta investendo per diventare il principale hub energetico del Mediterraneo. “Abbiamo stimato che dei venti milioni di tonnellate giornaliere di petrolio congelate per Hormuz, il mercato mondiale ne ha recuperati quasi 16 milioni. E anche su questo fronte il quadro è più fluido di quanto si pensi: l’Iran sta facendo passare per lo Stretto le navi cinesi e indiane, sia per i rapporti politici tra questi Paesi sia perché Pechino e Delhi pagano forti tariffe. Parallelamente i sauditi hanno potenziato i trasporti di greggio sull’oleodotto Est/Ovest che arriva al porto di Yanbu, sul Mar Rosso, bypassando Hormuz. E anche l’Italia ha aumentato le importazioni su questo fronte rispetto al passato” ha spiegato Murano.