Nel quartiere di Trenno una realtà sportiva nata dall’iniziativa di alcuni genitori continua a offrire attività accessibili a centinaia di ragazzi, ma ora si trova davanti a un bivio. La società Viscontini, che esiste grazie all’impegno del territorio e alla gestione oculata, è composta da 600 tesserati, pratica tariffe popolari e reinveste i proventi nella stessa periferia di Milano.
Tuttavia, l’attuale sistema delle concessioni comunali sta mettendo in discussione la possibilità di mantenere attivo il campo dove i giovani si allenano ogni settimana.
Un’associazione radicata e sostenibile
La storia della società racconta un modello di gestione fatto di partecipazione locale e attenzione ai conti: i bilanci sono in pareggio e ogni euro viene impiegato per migliorare le strutture del quartiere.
Questo approccio ha permesso di mantenere tariffe accessibili e di offrire opportunità sportive a famiglie che altrimenti non potrebbero sostenere costi elevati. L’identità del club è fortemente legata al territorio: gli investimenti restano sul posto, contribuendo all’inclusione sociale e alla vitalità della periferia.
Il valore sociale oltre lo sport
Per molti abitanti, la società rappresenta più di un semplice luogo di allenamento: è uno spazio di aggregazione per bambini e adolescenti, un punto di riferimento per le famiglie e un esempio di come il volontariato possa creare servizi pubblici alternativi.
In questo senso il club svolge una funzione sociale che va oltre il campo: sostiene percorsi educativi, favorisce l’integrazione e mantiene vivo il tessuto di quartiere.
Il nodo delle concessioni e l’ostacolo agli investimenti
La questione cruciale riguarda le condizioni poste dal Comune per la gestione degli impianti: le amministrazioni locali richiedono la riconsegna o la ricontrattualizzazione delle aree, ma non forniscono al momento le garanzie necessarie sul rinnovo delle concessioni dopo il 2030. Senza certezze giuridiche e temporali diventa pressoché impossibile pianificare lavori strutturali o investimenti a lungo termine, perché i costi sarebbero sopportati da una realtà che rischia di perdere l’uso dell’area.
Perché le garanzie contano
Nel linguaggio tecnico-amministrativo, una garanzia di rinnovo è la condizione che permette a un gestore di ammortizzare spese importanti nel corso degli anni. Se manca tale garanzia, qualsiasi intervento diventa un rischio economico. Per la Viscontini questo significa non poter procedere con la sostituzione del manto in erba sintetica, lavoro essenziale per la sicurezza e la qualità delle attività sportive.
Il costo dell’intervento e le possibili conseguenze
La stima per rifare il tappeto sintetico supera i 350mila euro, una cifra significativa per una società dilettantistica che vive di quote e piccole sponsorizzazioni locali. Se il lavoro non viene effettuato, il campo rischia di diventare inutilizzabile per motivi di sicurezza e prestazioni tecniche. Il risultato pratico sarebbe la perdita di uno spazio sportivo per centinaia di giovani, con ricadute negative sulla comunità e sulla programmazione delle attività stagionali.
Scenari alternativi
Per evitare la sospensione delle attività esistono alcune possibili strade: un impegno pubblico che certifichi la continuità d’uso della struttura, forme di partenariato pubblico-privato che ripartiscano l’investimento, o finanziamenti straordinari legati a politiche di rigenerazione urbana. Tuttavia, tutte queste soluzioni richiedono tempi e accordi che al momento non sono stati formalizzati.
Conclusioni: il tempo delle decisioni
La vicenda della Viscontini mette in luce un problema più generale: come conciliare la necessità di gestire il patrimonio pubblico con la tutela delle realtà associative che operano nei quartieri. La società ha dimostrato solidità gestionale e un impatto sociale positivo, ma ora attende risposte concrete dall’ente locale per poter investire in sicurezza. Senza quelle, il rischio concreto è che un impianto fondamentale per Trenno smetta di funzionare, privando i giovani di uno spazio sportivo e sociale. La decisione dell’amministrazione sarà determinante per il futuro di questa esperienza di cittadinanza attiva.