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Regno Unito dice di aver monitorato sottomarini russi vicino alle infrastrutture sottomarine

Regno Unito dice di aver monitorato sottomarini russi vicino alle infrastrutture sottomarine

Il Regno Unito e partner hanno seguito per oltre un mese un sottomarino d'attacco e due specializzati sotto la superficie, evidenziando rischi per i cavi sottomarini e le pipeline

Le autorità britanniche hanno reso pubblico un complesso episodio di sorveglianza marittima in cui tre sottomarini russi sono stati seguiti mentre si muovevano nell’area a nord del regno unito. Secondo il ministro della Difesa, l’azione di monitoraggio è durata più di un mese e ha coinvolto asset della Royal Navy e forze alleate, con l’obiettivo di proteggere le infrastrutture sottomarine vitali come i cavi dati e le pipeline energetiche.

Al momento non è stata trovata alcuna prova di danni materiali.

Come è stata condotta l’operazione di tracciamento

Le forze britanniche hanno combinato sorveglianza aerea e navale per mantenere la situazione sotto controllo. Sono stati impiegati aerei da pattugliamento marittimo, una fregata e unità di supporto che hanno rilasciato boe sonar per dimostrare la presenza di monitoraggio continuo.

Questa combinazione di mezzi ha permesso di seguire i movimenti di un sottomarino d’attacco Akula e di due unità appartenenti alla Main Directorate of Deep-Sea Research (GUGI). L’obiettivo dichiarato era doppio: rilevare eventuali attività sospette e dissuadere qualsiasi azione contro i cavi e le pipeline che collegano il paese al resto del mondo.

Utilizzo di asset e collaborazione internazionale

L’operazione ha visto la partecipazione di mezzi come una fregata Type 23, elicotteri Merlin e navi di rifornimento, oltre a pattugliamenti aerei specializzati. Il ministero ha evidenziato che anche nazioni alleate hanno fornito supporto nel tracciamento, con la citazione esplicita di una collaborazione che include forze della regione settentrionale. Il dispiegamento di boe sonar e di sorveglianza continua ha avuto una funzione sia tattica che politica: rendere palese che i movimenti non erano passati inosservati e quindi ridurre il rischio di azioni contro le infrastrutture.

Chi sono i sottomarini GUGI e quali rischi rappresentano

I due mezzi specialistici coinvolti appartengono al programma noto come GUGI, la direzione russa dedicata alla ricerca in acque profonde. Queste unità sono progettate per operazioni a grandi profondità e possono essere equipaggiate con bracci manipolatori capaci di intervenire sui cavi o installare dispositivi di sorveglianza persistente. In contesti di pace servono per ispezioni e raccolta di dati; in caso di conflitto, però, possono essere riallocati a compiti di interdizione o danneggiamento delle infrastrutture sottomarine critiche, con impatti gravi sulle comunicazioni e sull’energia.

Capacità tecniche e precedenti

Tra le capacità attribuite a questi programmi ci sono minisommergibili e veicoli a comando remoto in grado di operare a migliaia di metri di profondità. Negli anni scorsi sono stati segnalati passaggi di navi e unità ritenute coinvolte in attività di sorveglianza vicino a punti di atterraggio dei cavi. Tali movimenti, sommati a episodi di sabotaggio di pipeline in aree diverse, hanno alimentato preoccupazioni circa la vulnerabilità della rete globale di cavi che trasporta la maggior parte del traffico internet e buona parte dell’energia transfrontaliera.

Risposta politica e misure di difesa del Regno Unito

Il governo britannico ha insistito sul fatto che la reazione è stata decisa ma misurata: le forze hanno avvertito ripetutamente che i movimenti erano osservati e hanno preso provvedimenti per impedire qualsiasi intervento dannoso. Tra le misure annunciate ci sono investimenti aggiuntivi per migliorare le capacità antisommergibile, potenziando gli aerei da pattugliamento e programmi volti a rafforzare la presenza nel Nord Atlantico. L’intento dichiarato è quello di rendere più difficile per chiunque sfruttare le vulnerabilità delle reti sottomarine e di aumentare la resilienza nazionale e alleata.

La dichiarazione pubblica ha avuto anche una finalità politica: mostrare che le autorità sono in grado di individuare e contrastare operazioni clandestine e di imporre costi a chi tenta di minare sistemi critici. Pur segnalando che non sono stati riscontrati danni, i vertici difensivi hanno sottolineato che qualsiasi tentativo di compromissione sarebbe considerato un’azione grave con conseguenze rilevanti, e che continueranno gli sforzi con partner internazionali per monitorare e proteggere i cavi sottomarini e le pipeline.

In conclusione, l’episodio mette in rilievo la crescente attenzione verso il dominio sottomarino e la necessità di coordinamento tra intelligence, forze navali e partner internazionali. La capacità di rilevare tempestivamente attività sospette rappresenta oggi una componente fondamentale della protezione delle reti globali, e il recente caso è stato presentato dalle autorità come un esempio di come deterrenza e sorveglianza possano prevenire danni alle infrastrutture critiche.