> > Referendum sulla giustizia, le affermazioni di Nordio e l’appello istituzio...

Referendum sulla giustizia, le affermazioni di Nordio e l’appello istituzionale di Mattarella

nordio mattarella

Le dichiarazioni di Nordio sulle correnti della magistratura riaccendono il dibattito sul referendum, mentre Mattarella richiama al rispetto tra istituzioni in un clima politico segnato da tensioni.

Tutto nasce, secondo quanto riportato da diverse testate nazionali, da un’intervista concessa al Il Mattino di Padova.

È in quel colloquio che il ministro della Giustizia Carlo Nordio affronta il tema delle correnti nella magistratura e del sistema di elezione del Csm. Non tanto sul merito complessivo della riforma, quanto sul linguaggio utilizzato, sembrerebbe concentrarsi lì la polemica successiva.

Referendum e istituzioni, il dibattito si accende tra le posizioni di Nordio e l’intervento di Mattarella

Nordio definisce le correnti “strumenti di potere e carriera”. Sostiene che l’introduzione del sorteggio per l’elezione del Consiglio superiore della magistratura, misura prevista nella riforma oggetto di referendum, avrebbe l’obiettivo di interrompere un meccanismo ritenuto distorsivo.

Nel corso dell’intervista fa un’osservazione, “i magistrati iscritti all’Anm sono il 97%, una percentuale bulgara” e aggiunge che, a suo dire, la mancata iscrizione renderebbe più difficile la progressione professionale, come riportano i media.

Le dichiarazioni arrivano in una fase delicata del confronto pubblico sulla giustizia. Nei giorni precedenti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva richiamato alla necessità di mantenere toni rispettosi nel dialogo tra istituzioni. Pur non trattandosi di un riferimento diretto al Capo dello Stato, l’episodio si inserisce in un clima già segnato da diverse tensioni.

Le opposizioni intervengono con durezza ed è così che Elly Schlein definisce “gravissime” le parole del ministro e chiede che vengano prese le distanze. Richiama la memoria dei magistrati uccisi dalla mafia, da Falcone a Borsellino, sottolineando l’inopportunità di accostamenti ritenuti impropri.

Confronto sulla riforma, Nordio chiarisce la sua posizione mentre Mattarella invita alla responsabilità

Sulla stessa linea Giuseppe Conte, che accusa il governo di delegittimare la magistratura nel contesto della campagna referendaria. Anche l’Associazione nazionale magistrati parla di dichiarazioni che offendono chi ha combattuto la criminalità organizzata.

La maggioranza difende il Guardasigilli, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, respinge le critiche e parla di polemiche strumentali.

Alcune ore più tardi arriva la replica di Nordio. Il ministro afferma di aver richiamato dichiarazioni rese in passato dal magistrato Nino Di Matteo, pubblicate — precisa — dal Fatto Quotidiano nel 2019, in cui si parlava di “mentalità e metodo mafioso”. Non una sua definizione autonoma, dunque, ma una citazione, sostiene.

«Come Presidente della Repubblica sento il dovere di rinnovare con fermezza l’invito al rispetto reciproco, in ogni momento e in ogni circostanza, nell’interesse della Repubblica».

Con queste parole Sergio Mattarella è intervenuto a sorpresa, dopo giorni di tensioni legate al referendum sulla Giustizia.

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha replicato con prontezza dichiarando di condividere l’appello del Capo dello Stato e assicurando l’impegno a mantenere il confronto referendario entro i limiti di una contrapposizione sana, pacata e rispettosa.

Il confronto resta aperto. Sullo sfondo, il referendum. E un clima istituzionale che appare, almeno per ora, più teso di qualche settimana fa. Ma comunque sempre aperto al confronto, com’è giusto che sia.