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Riforma elettorale: tensioni in aula e franchi tiratori

Riforma elettorale: tensioni in aula e franchi tiratori

Le opposizioni hanno ritirato gli emendamenti sulla legge elettorale, chiedendo voto segreto e denunciando franchi tiratori

La discussione sulla nuova legge elettorale ha visto momenti di alta tensione in Parlamento. Le opposizioni hanno deciso di ritirare gran parte degli emendamenti, mentre la maggioranza ha dovuto affrontare la bocciatura di un emendamento chiave sulle preferenze.

La situazione si è fatta particolarmente complessa quando è emerso che alcuni deputati della maggioranza hanno votato contro l’emendamento sulle preferenze, nonostante le dichiarazioni pubbliche di sostegno.

Questo ha portato a accuse di franchi tiratori e a una richiesta formale di voto segreto da parte delle opposizioni.

Ritiro degli emendamenti e accuse di arroganza

I gruppi di opposizione, tra cui M5s, Avs, Pd, Iv e Più Europa, hanno annunciato il ritiro degli emendamenti di merito sulla legge elettorale. Riccardo Ricciardi, capogruppo del M5s alla Camera, ha dichiarato che questa proposta non merita neanche più una discussione definendo la situazione una pantomima indegna.

Filiberto Zaratti di Avs ha parlato di arroganza senza precedenti della maggioranza, mentre Chiara Braga del Pd ha escluso dal ritiro solo le proposte sui fuori sede e sugli eletti all’estero. La Braga ha aggiunto che non ci prestiamo più a questa farsa.

Richesta di voto segreto e occupazione dell’aula

Le opposizioni hanno formalmente chiesto al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che la proposta di legge sulla riforma elettorale sia votata integralmente a scrutinio segreto. La richiesta, avanzata dai presidenti dei gruppi del Pd, M5S e Avs, riguarda tutti gli emendamenti, gli articoli e il voto finale.

Poco dopo la ripresa della seduta, i deputati dei partiti di opposizione hanno occupato l’aula di Montecitorio in segno di protesta. La bagarre è scoppiata dopo che è emerso che alcuni deputati si erano filmati mentre votavano l’emendamento sulle preferenze.

Le dichiarazioni dei capigruppo

Enrico Costa di Forza Italia ha escluso la presenza di franchi tiratori tra i suoi, mentre Galeazzo Bignami di FdI ha affermato che le votazioni proseguono. Meloni ha criticato le opposizioni, definendo la loro esultanza come se avessero vinto un Mondiale.

Elly Schlein ha definito il voto contro l’arroganza della maggioranza, mentre Giuseppe Conte ha chiesto una crisi di governo, definendo la legge elettorale un accrocchio.

Franchi tiratori e bocciatura dell’emendamento

L’emendamento sulle preferenze è stato bocciato per un solo voto, con 187 sì e 188 voti contrari. Secondo i calcoli del Pd, sarebbero 36 i franchi tiratori della maggioranza che hanno affossato la proposta. La Lega, invece, parla di 31 voti mancanti.

La maggioranza ha trovato una soluzione per garantire la parità di genere nella riforma, ma la situazione rimane tesa. La conferenza dei capigruppo è stata convocata per fare il punto sulla situazione e decidere i prossimi passi.

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