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Rinnovo contrattuale: cosa prevede l'atto di indirizzo per i medici di famiglia

Rinnovo contrattuale: cosa prevede l'atto di indirizzo per i medici di famiglia

Le Regioni hanno dato il via libera a un atto di indirizzo che impone ai medici di famiglia fino a un massimo di sei ore settimanali nelle Case di comunità per 48 settimane l'anno; le aziende sanitarie provvederanno a distribuire il fabbisogno e si avvierà il confronto per il triennio contrattuale 2026-2027.

Le Regioni hanno formalmente approvato un atto di indirizzo destinato a orientare il rinnovo contrattuale dei medici di medicina generale in vista dell’apertura delle Case di comunità. Il provvedimento sblocca la situazione organizzativa richiesta dal Pnrr e definisce impegni orari specifici, creando il quadro per il successivo confronto contrattuale sul triennio 2026-2027.

Questo documento è stato presentato e illustrato dalla Conferenza delle Regioni come elemento necessario per garantire la presenza medica nelle strutture territoriali; il testo disciplina ruoli e rapporti con le Aziende sanitarie lasciando però a queste ultime la responsabilità di quantificare e distribuire il fabbisogno locale.

Obblighi orari e presenza nelle Case di comunità

L’atto stabilisce che i medici di medicina generale debbano svolgere attività nelle Case di comunità fino a un massimo di sei ore settimanali distribuite per 48 settimane annue. Si tratta di un vincolo temporale pensato per assicurare una presenza continuativa ma contenuta, compatibile con gli altri impegni professionali dei medici.

Turni e obblighi residui

Accanto a questo impegno, il documento precisa che l’intervento si aggiunge, in via residuale all’obbligo per i medici già a rapporto orario di coprire i turni notturni, festivi e sabato se richiesto dall’Azienda sanitaria. In pratica, la nuova durata settimanale non sostituisce altri obblighi contrattuali preesistenti ma si integra con essi.

Compiti delle Aziende sanitarie e calendario del confronto contrattuale

Sarà compito delle Aziende sanitarie determinare il proprio fabbisogno di personale per garantire la presenza minima richiesta in ciascuna Casa di comunità distribuendo gli incarichi tra i medici in modo equo. Il criterio generale è assicurare almeno un medico presente in ogni struttura, calibrando la distribuzione in base alle esigenze locali e ai carichi di lavoro.

Tempistiche e obiettivi del percorso contrattuale

Una volta definito l’accordo sull’atto di indirizzo, sarà avviato il confronto per il rinnovo del contratto collettivo regionale relativo alla Medicina generale per il periodo 2026-2027. Le parti coinvolte mirano a formalizzare un atto di indirizzo complessivo entro il 30 settembre 2026 procedendo “nel solco della proficua condivisione tra le parti“.

Il nuovo assetto è pensato per favorire l’operatività delle Case di comunità previste dal Pnrr e per chiarire ruoli e responsabilità prima della scadenza amministrativa del 30 giugno legata all’apertura delle strutture. Resta

La soluzione approvata combina limiti chiari di impegno settimanale con la possibilità di impiego residuo sui turni già previsti, offrendo una cornice che consenta la realizzazione delle Case di comunità salvaguardando la programmazione del servizio sanitario territoriale.

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