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Dubbi dell'intelligence e impegni navali: cosa prevede il memorandum tra Stati Uniti e Iran

Dubbi dell'intelligence e impegni navali: cosa prevede il memorandum tra Stati Uniti e Iran

Il memorandum d'intesa firmato digitalmente tra Stati Uniti e Iran avvia una fase di confronto di 60 giorni sul nucleare; all'interno dell'amministrazione emergono scetticismi dall'intelligence e da alcuni ministri, mentre sono definiti impegni temporanei sullo Stretto di Hormuz e ipotesi finanziarie a lungo termine.

La firma elettronica di un memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, siglata in vista di una cerimonia a Ginevra con la partecipazione del vicepresidente JD Vanceha dato il via a una fase negoziale definita negli atti come un periodo di confronto di 60 giorni. Quel periodo, prevedendo possibili proroghe, sarà il banco di prova per verificare le reali intenzioni di Teheran sul programma nucleare e per negoziare i dettagli che dovranno confluire in un accordo definitivo.

All’interno dell’amministrazione americana si registra tuttavia una spaccatura significativa: mentre il presidente Donald Trump ha ribadito pubblicamente che «L’Iran non avrà mai un’arma atomica», funzionari dell’intelligence e alcuni membri del governo hanno sollevato perplessità sulla coerenza e sull’affidabilità delle controparti iraniane durante i colloqui preliminari.

Dibattito interno alla Casa Bianca e perplessità dell’intelligence

Il direttore della CIA John Ratcliffe ha segnalato dubbi concreti sulla disponibilità dell’Iran a fare concessioni sostanziali sul nucleare, basandosi su report raccolti dalle agenzie di intelligence. Analoghe preoccupazioni sono state espresse dal segretario di Stato Marco Rubio e dal segretario alla Difesa Pete Hegsethche hanno messo in rilievo discrepanze tra dichiarazioni private dei funzionari iraniani e i messaggi inviati ai mediatori.

Secondo funzionari della Casa Biancale informazioni analizzate mostrerebbero che le intenzioni iraniane non coincidono sempre con gli impegni presi nelle conversazioni ufficiali: Ratcliffe e altri hanno chiesto verifiche rigorose prima di qualunque concessione. Al tempo stesso, la presidenza ha sottolineato che la decisione finale spetta al presidente e che il memorandum è stato costruito per rispettare le cosiddette linee rosse volte a impedire che l’Iran ottenga un’arma nucleare o mantenga scorte di uranio altamente arricchito.

Verifica delle intenzioni in 2-3 settimane

Fonti interne indicano che, anche se il periodo ufficiale di lavoro è di 60 giorni, l’amministrazione americana potrebbe ottenere una valutazione chiara delle reali intenzioni iraniane già nel giro di 2-3 settimane. In tale finestra verranno analizzati i segnali concreti di cooperazione, con l’ipotesi che il processo si possa interrompere qualora emergano notizie indispositive per Washington.

Impegni pratici sullo Stretto di Hormuz e quadro finanziario

Tra le parti il memorandum prevede impegni concreti per il transito marittimo: per la durata iniziale di 60 giorni l’Iran promette di lavorare per garantire il passaggio sicuro e gratuito delle navi commerciali nello Stretto di Hormuzmentre gli Stati Uniti procederanno a revocare gradualmente il blocco navale fino alla sua rimozione completa entro 30 giornise i termini saranno rispettati.

Il documento include anche la previsione che l’Iran avvii un dialogo con Oman per definire la gestione futura dei servizi marittimi nello Stretto, con la possibilità di coinvolgere altri Paesi del Golfo. Nei commenti iraniani è stata evocata la possibilità di introdurre in seguito tariffe per servizi specifici, sebbene il memorandum contempli il passaggio gratuito per la fase iniziale.

Un altro punto sensibile riguarda il cosiddetto «uranio sepolto»: il testo impegna le parti a risolvere la questione dello smaltimento del materiale arricchito stoccato da Teheran e a discutere l’arricchimento futuro in vista di un quadro soddisfacente da inserire nell’accordo finale.

Aspetti economici e fondo per la ricostruzione

Il memorandum prevede, con formule operative non ancora definitive, un meccanismo di pagamento in base alle prestazioni per rendere disponibili progressivamente fondi e beni iraniani congelati. Nel documento è prevista anche l’idea di istituire un fondo di carattere strutturale da 300 miliardi di dollari destinato alla ricostruzione e allo sviluppo economico dell’Iran, ma la sua attuazione è subordinata a un accordo finale che richieda lo smantellamento del programma nucleare e riforme interne significative.

Per quanto riguarda la prosecuzione dei negoziati, il vicepresidente JD Vanceinsieme agli emissari Steve Witkoff e Jared Kushnerdovrebbe incontrare venerdì il presidente del Parlamento iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchicon la partecipazione di mediatori di Pakistan e Qatarper discutere la fase successiva e i dettagli del testo, che idealmente è articolato in 14 punti ma non è stato ancora reso pubblico nella sua interezza.

La strada resta complessa: il memorandum apre una finestra di dialogo e impone scadenze precise, ma la diffidenza tra le parti e i dubbi espressi dall’intelligence rappresentano elementi che potrebbero condizionare l’esito finale dei negoziati.

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