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Riscatto laurea agevolato 2026, tutte le novità: costi, vantaggi e regole

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Riscatto laurea agevolato 2026: come funziona e cosa considerare per la pensione anticipata. Tutte le novità.

Con le nuove regole sulle pensioni anticipate, il riscatto della laurea agevolato 2026 emerge come uno strumento strategico per anticipare l’uscita dal lavoro. Pagando un onere all’INPS, gli anni universitari possono essere trasformati in contributi validi ai fini pensionistici, rappresentando un’opportunità concreta in un contesto in cui le alternative per andare in pensione prima sono sempre più limitate e costose.

Ecco tutti i dettagli e cosa sapere.

Il riscatto della laurea torna al centro della pianificazione previdenziale

Con l’inasprirsi delle regole per la pensione anticipata, sempre più italiani stanno riscoprendo il valore del riscatto degli anni di studio universitario. Nel 2025 le richieste presentate all’INPS hanno superato le 38mila, segnando un incremento di circa il 50% rispetto all’anno precedente, e con una concentrazione maggiore tra i dipendenti pubblici. Questo strumento rappresenta una delle poche vie ancora disponibili per ridurre i tempi di permanenza nel mondo del lavoro, dopo l’abolizione graduale di Quota 103 e Opzione donna, consentendo di avvicinarsi al traguardo dei 42 anni di contributi necessari per la pensione anticipata.

L’incremento delle domande si inserisce in un contesto europeo poco favorevole: l’Italia resta infatti penultima per durata attesa della vita lavorativa dei giovani, un fenomeno legato all’ingresso tardivo nel mercato del lavoro e alle difficoltà occupazionali, in particolare per le donne.

Il costo del riscatto, soprattutto nella formula “light” a prezzo fisso, è aumentato negli ultimi sei anni di oltre il 17%, arrivando a quasi 6.210 euro per ogni anno di laurea nel 2025, con incrementi complessivi fino a 4.500 euro per chi riscatterà laurea triennale e magistrale. Nonostante l’onere, lo strumento resta conveniente rispetto alle alternative disponibili, come l’Ape sociale o la cosiddetta “Quota 41”, ed è stato sostenuto da campagne informative dedicate ai giovani.

L’INPS, con iniziative digitali e apposite piattaforme per under 35, ha semplificato l’accesso a tutte le prestazioni previdenziali, stimolando un aumento delle richieste tra i neo-laureati, che si trovano oggi di fronte alla prospettiva di una pensione posticipata oltre i 70 anni per le nuove generazioni.

Riscatto laurea agevolato? Cosa cambia dal 2026

La Legge di Bilancio 2026 introduce cambiamenti significativi che influiranno sul valore del riscatto della laurea e sulle modalità di accesso alla pensione anticipata. Dal 1° gennaio 2031, gli anni riscattati perderanno gradualmente efficacia per il raggiungimento dei requisiti contributivi, pur rimanendo validi per il calcolo dell’assegno pensionistico.

La decurtazione sarà progressiva: 6 mesi nel 2031, fino a 30 mesi a partire dal 2035. Parallelamente, le cosiddette “finestre mobili”, ovvero il periodo tra maturazione dei requisiti e decorrenza della pensione, saranno allungate, passando dai 3 mesi attuali fino a 5-6 mesi nel 2034 e oltre.

Le modifiche, applicate solo ai futuri beneficiari, mirano a garantire la sostenibilità del sistema previdenziale in un contesto di invecchiamento della popolazione e pressione sulle finanze pubbliche. Chi pianifica di riscattare la laurea dovrà quindi valutare con maggiore attenzione costi, benefici e tempi, considerando che l’anticipo dell’uscita dal lavoro potrebbe risultare meno vantaggioso rispetto al passato. In questo scenario, una pianificazione previdenziale accurata diventa essenziale.