L’attesissima finale del Festival di Sanremo è ormai alle porte ma, nella mattinata di sabato 28 febbraio, un evento di portata internazionale ha sconvolto il mondo. Lo scoppio della guerra in Iran a seguito del massiccio attacco di Israele e degli Stati Uniti, con successiva rappresaglia di Teheran che ha portato ad una quasi totale interdizione dello spazio aereo nei cieli del Medio Oriente. Un evento di portata storica che ha spinto il Governo italiano a muoversi immediatamente convocando un vertice d’urgenza presieduto dal premier Giorgia Meloni e dai principali ministri. Ci si domanda ora se la finalissima della kermesse più attesa dagli italiani potrebbe essere influenzata dal conflitto bellico e dai drammatici sviluppi geopolitici di queste ore. Questo anche alla luce del fatto che la programmazione generale della Rai è stata interessata, nel corso della giornata, da una serie di significative variazioni allo scopo di dare ampio spazio a tutti gli approfondimenti del caso. Scopriamo dunque se il Festival rischia di dover essere riprogrammato
nella sua scaletta.
Festival di Sanremo e guerra in Iran: si rischia il blocco della kermesse? Le ultimissime
La finale del Festival di Sanremo è notoriamente, dal punto di vista organizzativo, una delle più complesse. Tanti tasselli del grosso puzzle che la compongono devono tra loro innestarsi alla perfezione e non sono consentiti errori. Ma la guerra in Iran potrebbe cambiare le carte in tavola e, quanto dichiarato nel corso della conferenza stampa dal direttore artistico Carlo Conti, lo lascia ipotizzare.
Di fronte all’evolversi della situazione in Medio Oriente quale sarà, dunque, l’approccio della kermesse canora. A quanto pare, pur nel rispetto della volontà di seguire quanto previsto dalla scaletta per offrire ai telespettatori l’intrattenimento da loro tanto atteso la Rai manterrà come priorità assoluta l’informazione in virtù della gravità degli eventi. Parlando dell’attacco sferrato da Usa e Israele contro l’Iran e della reazione di Teheran che ha lanciato missili contro ambasciate e basi militari statunitense in varie località del Medio Oriente, Carlo Conti è stato molto chiaro.
“Siamo pronti a dare la linea al Tg1 in caso di necessità”. Aggiungendo: “Stasera ci sarà un pensiero a quanto sta accadendo nel mondo. Ieri mi è venuto spontaneo fare un riferimento alla tragedia di Milano, figuriamoci se non diremo qualcosa, magari proprio con Giorgia Cardinaletti, che è una giornalista, una di voi, quindi avrà le parole giuste per introdurre questa nostra serata”. Ricordiamo infatti che proprio questa sera insieme a Conti sarà presente la nota conduttrice del Tg1 alla quale il direttore artistico ha chiesto, pochi giorni fa, di accompagnarlo nel corso della serata più attesa del festival.