Durante il Question Time alla Camera dei Deputati, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato la cancellazione totale dei tagli al personale scolastico previsti nelle tabelle tecniche della legge di bilancio per l’anno scolastico 2027/2028. La proposta originale avrebbe comportato la riduzione di quasi 7.000 posti, comprendenti 4.925 docenti e 2.049 unità ATA, generando una forte reazione da parte dei sindacati e dell’opposizione.
Il blocco dei tagli: motivazioni e contesto politico
Valditara ha precisato che i tagli, introdotti dal precedente governo Draghi sotto il ministro Bianchi, sono stati approvati da parte dell’attuale opposizione, ma non rispecchiano la linea dell’attuale amministrazione. “Intendiamo lavorare affinché, durante l’iter parlamentare della legge di bilancio, la misura del taglio al personale scolastico possa essere eliminata”, ha dichiarato, ribadendo che la sua intenzione è preservare gli organici già consolidati.
Calendario dell’iter parlamentare
Le prime 47 audizioni sul disegno di legge di bilancio partiranno lunedì 9 novembre e si concluderanno giovedì 12 novembre, con la partecipazione di 67 soggetti, tra cui Bankitalia, Istat, enti locali, Confindustria, Confcommercio, Ania e rappresentanti sindacali. Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per martedì 17 novembre alle 18, mentre la verifica di ammissibilità avverrà il 23 o 24 novembre.
Incrementi di risorse e assunzioni nel periodo Meloni
Secondo i dati citati dal ministro, il governo Meloni ha aumentato le risorse destinate alla scuola del 13,1% rispetto al 2022, grazie alle prime quattro leggi di bilancio della legislatura. Complessivamente, le risorse sono cresciute del 30% rispetto all’intera legislatura precedente. 206.000 unità di personale sono state assunte finora, con ulteriori 40.000 nuove assunzioni di docenti previste per il prossimo anno scolastico, superando di oltre 20.000 le assunzioni della legislatura antecedente.
Edilizia scolastica: il più grande investimento mai realizzato
Il ministro ha sottolineato che, dal 2011 al 2022, i fondi per l’edilizia scolastica destinati dagli enti locali ammontavano a 6 miliardi di euro. Con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, il governo ha mobilitato oltre 14 miliardi di investimenti, di cui più di 5 miliardi di risorse nazionali. Un nuovo piano prevede un ulteriore stanziamento di 1 miliardo di euro per interventi straordinari, a cui si aggiungono 650 milioni per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici. Valditara definisce questo complesso di fondi “il più grande piano mai fatto per l’edilizia scolastica”.
Reazioni e richieste della Commissione Bilancio
La commissione Bilancio ha già richiesto la cancellazione di tre norme ritenute fuori luogo: la proposta di offrire versioni digitali dei libri a prezzo ridotto, la produzione di un documento riepilogativo per i pazienti sanitari e l’assegnazione di personale per il supporto dei commissari straordinari nella ricostruzione post-calamità. Queste richieste evidenziano la volontà di mantenere la legge di bilancio priva di provvedimenti di natura microsettoriale.
Nel frattempo, le discussioni sulla sanità locale hanno mostrato un forte dissenso: le regioni hanno definito le risorse destinate alla sanità nella manovra “insufficienti” e hanno chiesto un aumento del fondo sanitario nazionale. L’intero iter parlamentare della legge di bilancio si inserisce così in un contesto di contrasti tra le esigenze di investimento nella scuola e le richieste di maggiori risorse per la salute.
