Nel cuore di Torino, dal 29 ottobre al 1° novembre, il C2C Festival celebra il suo venticinquesimo compleanno. Quattro giornate intense, sparpagliate tra luoghi storici e spazi industriali, ricreano l’atmosfera di un progetto nato nel 2002, quando l’associazione Xplosiva si trasformò in un festival itinerante che attraversava i club della città notte dopo notte.
Il ritorno al capoluogo piemontese è strutturato su più fronti: la prima serata apre alle OGR con The Avalanches e Shygirl; il venerdì e il sabato trovano il loro epicentro al Lingotto Fiere, dove viene lanciato il nuovo DAZED Stage; la domenica gli storici club Le Roi e Notorius accolgono il pubblico con un unico biglietto valido per entrambe le location, ricreando lo spirito originario di Club To Club.
Le tappe del festeggiamento a Torino
Il programma parte il 29 ottobre con un concerto al Teatro Carignano, dove le Smerz offriranno un matinée in occasione del ritorno al teatro dopo undici anni. Il giorno successivo, venerdì 30, il Lingotto Fiere ospita Robyn, la regina dello pop elettronico, che presenterà il suo album “Sexistential”.
Sabato 31 si concentra sull’avanguardia: Theo Parrish e Kode9 condividono un set di sette ore in b2b con RP Bo, mentre Arca e Kelela, icone della sperimentazione vocale, torneranno sul palco torinese dopo più di un decennio.
Novità di palco: DAZED Stage e collaborazioni inedite
Il DAZED Stage rappresenta la prima espansione di C2C all’interno del Lingotto. Progettato per ospitare performance più lunghe e format sperimentali, ha già attirato l’attenzione di DJ di fama internazionale. Tra le collaborazioni più sorprendenti troviamo il duo norvegese Yung Lean e Bladee, che si esibiranno insieme per la prima volta in Italia, dimostrando la capacità del festival di coniugare cloud rap e elettronica club.
Un cartellone che attraversa generazioni e generi
Il line-up è una vera e propria cartolina di suoni contemporanei: Robyn, Arca, Kelela, Oklou e The Avalanches si alternano a protagonisti più underground come Shygirl e Grüp. Oklou, con il suo album “Choke Enough”, porta sul palco melodie rarefatte che richiamano l’estetica Y2K, mentre The Avalanches, tornati con “No Bad Memories”, offrono un viaggio nostalgico tra campionamenti e ritmi contagiosi.
Il mix di nomi leggendari – Franco Battiato, Aphex Twin, SOPHIE – con le nuove voci del pop digitale riflette la definizione di avant-pop che il festival ha adottato negli ultimi anni. Questa capacità di fungere da ponte tra musica da club e esperienza artistica è la ragione per cui Pitchfork lo considera “non plus ultra dell’eclettismo avant-garde”.
Internazionalizzazione e impatto sul pubblico
Nel 2024 il festival ha registrato 41.000 spettatori, con il 33 % di pubblico straniero. L’anno successivo la quota è passata al 40 % e il totale a 42.000 presenze. Quest’anno, per la prima volta, gli ospiti internazionali superano gli italiani, raggiungendo il 53 % del pubblico, mentre il 78 % dei partecipanti ha meno di 35 anni.
Dopo il debutto a New York nel maggio 2025, C2C ha replicato il successo al Knockdown Center, dove tutti i biglietti sono andati esauriti. Il 15 ottobre 2025, il festival ha poi colonizzato il Barbican di Londra, confermando la sua capacità di attrarre audience globali e di trasformare ogni sede in una festa della diversità sonora.
Il futuro del festival e la memoria di Sergio Ricciardone
Il 2025 ha segnato la perdita di Sergio Ricciardone, co-fondatore e anima creativa del progetto. L’edizione del 2026 è stata dedicata a lui con il suo nome proiettato sulla Mole Antonelliana, simbolo della città ospitante. La direzione artistica è ora in capo a Guido Savini, che ha mantenuto la visione di originalità e apertura.
In onore di Ricciardone nasce C2C Curators, un percorso gratuito di formazione per giovani curatori musicali. Quest’anno il programma ha selezionato dodici talenti tra oltre duecento candidature, garantendo al festival una continuità generazionale e una nuova linfa creativa.
La venticinquesima edizione di C2C è un viaggio attraverso la storia del clubbing torinese, un ponte tra passato e futuro, e una dimostrazione concreta di come la musica elettronica possa diventare motore di innovazione culturale a livello globale.
