> > "Spacchiamo tutto", la chat WhatsApp fa tremare tutta l'Italia: le città coi...

"Spacchiamo tutto", la chat WhatsApp fa tremare tutta l'Italia: le città coinvolte

"Spacchiamo tutto", la chat WhatsApp fa tremare tutta l'Italia: le città coinvolte

Le autorità mettono in guardia le città italiane da nuove razzie organizzate da gruppi di adolescenti.

Sabato e domenica scorsi le vie di Milano e di altre metropoli hanno subito incursioni di bande di ragazzi incappucciati, che hanno sfondato le vetrine dei negozi di lusso e hanno depredato sneakers e accessori. Gli episodi, caratterizzati da violenza improvvisa e coordinata, hanno immediatamente innescato un allarme nazionale, con le forze dell’ordine impegnate a prevenire ulteriori saccheggi nella giornata di domani.

Le autorità hanno segnalato la presenza di circa 500 parà inviati con l’ultimo decreto sicurezza a proteggere i centri commerciali milanesi, mentre a Roma si prevede la partecipazione di circa 10mila persone nella manifestazione nazionale per la pace. In tutto il Paese, gli organi di polizia monitorano costantemente i messaggi diffusi su WhatsApp e altri canali, dove i giovani, per lo più tra i 14 e i 24 anni, invitano alla «razza» di vetrine e negozi.

Operazioni di polizia a Como e Bari

Le Digos di Como hanno avviato, dalla tarda serata di ieri, una serie di perquisizioni su una trentina di giovani, maggior parte minorenni, sospettati di aver usato gruppi WhatsApp per coordinare le scorribande previste per domani nel centro lariano. Gli indagati, di età compresa tra i 14 e i 24 anni, includono italiani, secondi di immigrati e pochi forestieri.

La misura è stata classificata come istigazione a delinquere finalizzata al saccheggio, con l’ulteriore accusa di possesso di armi, munizioni ed esplosivi.

Perquisizioni e accuse di istigazione a Como

Le perquisizioni, anticipate da testate locali, hanno coinvolto abitazioni, scuole e luoghi di ritrovo giovanile. Gli inquirenti hanno sequestrato telefoni cellulari, messaggi e documenti che contengono istruzioni per attacchi a vie di comunicazione e consigli su come eludere i controlli di polizia. Il presidio è stato rafforzato anche nelle stazioni ferroviarie della provincia, in vista della partita casalinga del Como 1907 contro il Sassuolo.

Parallelamente, a Bari la Direzione Distrettuale Antimafia e la Procura per i minorenni hanno lanciato un’ampia operazione contro un gruppo di giovani indicati come pronti a colpire negozi di alta moda, sport e elettronica nelle vie del centro (via Sparano, via Melo, via Argiro e corso Vittorio Emanuele). Le autorità hanno intercettato messaggi che promettevano armamenti e attrezzi da scasso, con l’obiettivo di mettere a segno nuovi saccheggi il giorno successivo.

Le manifestazioni programmate per domani

Il Movimento 17 ottobre ha fissato appuntamento alle 15:00 in otto piazze italiane: Bologna (piazza Nettuno), Milano (piazza Duomo), Torino (piazza Castello), Roma (Circo Massimo), Firenze (piazza Santa Maria Novella), Padova (piazza Mazzini), Bari (piazza Umberto I) e Genova (piazza De Ferrari). L’organizzatore dichiara una “mobilitazione permanente contro il governo dei padroni”, con la capacità di passare dalla protesta pacifica a scontri violenti in pochi minuti.

A Milano, oltre ai 500 parà, la polizia ha predisposto barricate per proteggere le vetrine dei negozi di lusso. A Roma, la manifestazione “Fuori l’Italia dalla guerra” prevede la presenza di circa 10mila partecipanti, con un corteo degli studenti di destra alle 14:00 in piazza della Repubblica. Torino, Padova e Bari hanno annunciato raduni alla stessa ora, con slogan anti-guerra e richieste di giustizia sociale.

Il ruolo dei social e del Movimento 17 ottobre

Il reclutamento avviene quasi esclusivamente online: account TikTok come “Ilvucumpra” hanno lanciato inviti a scambi di vestiti gratuiti, generando raduni di una trentina di giovani a Vicenza e migliaia a Milano. I gruppi condividono manuali come il PDF “Ricette per il caos – Manuale di resistenza urbana” (2004) e guide tascabili che illustrano come evitare le controlli di polizia, nascondere l’identità e usare simboli contraddittori per confondere gli investigatori.

Le organizzazioni anarchiche e i centri sociali osservano con attenzione, temendo una possibile alleanza con i nuovi protagonisti. Le forze di sicurezza, tuttavia, ritengono che la maggior parte dei ragazzi non sia spinta da ideologie, ma da una logica nichilista e dalla ricerca di adrenalina, rendendoli facili da indirizzare verso azioni violente.

La combinazione di coordinamento digitale, presenza di forze di sicurezza rafforzate e una rete di giovani pronti all’azione rende la situazione estremamente volatile. Le autorità hanno dichiarato che, finora, non risulta esserci una direzione centrale di gruppi stranieri, ma rimane alta la vigilanza per evitare che le proteste si trasformino in nuove ondate di saccheggio.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app