Il 6 ottobre 2026 lo Spazio Vittoria di via Colonna Vittoria 11, a Roma, è stato il palcoscenico del Longevity Day promosso da Generali Italia. L’appuntamento ha riunito amministratori, ricercatori e rappresentanti istituzionali per analizzare le implicazioni della crescente longevità sulla previdenza sulla cura degli anziani e sulla sostenibilità dei caregiver familiari.
Il Longevity Day 2026: obiettivi e protagonisti
La manifestazione è iniziata alle 10:30 con l’intervento di Giancarlo Fancel, Country Manager e CEO di Generali Italia, che ha sottolineato l’importanza di anticipare le esigenze di una popolazione che invecchia. Il primo tavolo, intitolato “Un Paese che cambia età”, ha visto la partecipazione di Massimo Monacelli (General Manager Generali Italia), Rita Carisano (Direttore Generale della Luiss) e Ketty Vaccaro (sociologa sanitaria dell’Università Kore di Enna).
Il secondo panel, “Longevità come nuova infrastruttura”, ha ospitato Marco Oddone (Amministratore Delegato di Alleanza Assicurazioni), Alessandra Minello (demografa dell’Università di Padova) e Nicola Palmarini (direttore del National Innovation Centre for Ageing – NICA).
Dati demografici: l’Italia invecchia più velocemente
Nel 2025 la speranza di vita alla nascita è salita a 81,7 anni per gli uomini e a 85,7 per le donne posizionando l’Italia tra i paesi più longevi d’Europa.
Tuttavia, gli over 65 sono già 14,8 milioni, il 25,1 % della popolazione, con un incremento di 240 mila unità in un solo anno. Gli ultra-85 hanno raggiunto i 2,5 milioni e i centenari quasi 25 mila. Parallelamente, le nascite sono scese a 355 mila nel 2025, contro 652 mila decessi, con una fertilità di 1,14 figli per donna. Le proiezioni Istat indicano che entro il 2050 gli over 65 supereranno un terzo dei residenti, la forza lavoro perderà circa 7,7 milioni di persone e il rapporto tra lavoratori e non lavoratori si avvicinerà a 1: 1.
Previdenza, cura e ruolo dei caregiver: le sfide evidenziate
Non tutti gli anni guadagnati sono anni di buona salute: la quota di vita vissuta in buona salute diminuisce, soprattutto per le donne e nel Mezzogiorno. Gli anziani non autosufficienti sono circa 4 milioni e il loro numero è destinato a crescere. La responsabilità di assistenza ricade prevalentemente sulle famiglie: più di 7 milioni di italiani, per lo più donne tra i 45 e i 64 anni, assistono quotidianamente un parente anziano, disabile o malato cronico. La riforma della non autosufficienza (legge 33/) ha introdotto nuove misure, ma il divario tra bisogni reali e strumenti disponibili rimane ampio, lasciando gran parte del carico sui caregiver.
Prospettive per il futuro della previdenza complementare
Il primo pilastro previdenziale è sotto pressione a causa del decremento dei lavoratori attivi e dell’allungamento della vita. La previdenza complementare registra una crescita: a fine 2025, secondo la Relazione Covip, gli aderenti sono quasi 10,5 milioni con risorse accumulate per 262 miliardi di euro, ma rappresentano ancora meno del 40 % della forza lavoro, lasciando fuori sei lavoratori su dieci. La sanità integrativa coinvolge circa 18 milioni di iscritti. Un segnale positivo è che oltre la metà dei nuovi aderenti ai fondi pensione ha meno di 35 anni, suggerendo una crescente consapevolezza tra le generazioni più giovani.
Verso una nuova definizione di “anziano” e nuove opportunità di lavoro
L’Istat ha sperimentato una nuova definizione di vecchiaia basata sugli anni di vita residua, riducendo di metà la quota di popolazione considerata “anziana”. Ciò significa che un 65enne di oggi non corrisponde più al profilo di un 65enne di sessant’anni fa.
Le aziende devono quindi confrontarsi con una molteplicità di aspetti: dipendenti caregiver, mancanza di coperture per la non autosufficienza, necessità di piani pensionistici più inclusivi e una forza lavoro più matura da accompagnare lungo l’intero arco della vita lavorativa. Il Longevity Day ha fornito una piattaforma concreta per discutere soluzioni condivise tra settore pubblico, privato e mondo accademico, in vista di una società che invecchia ma vuole rimanere attiva e protetta.
