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Papa esorta i leader uruguayani a perseguire il bene collettivo

Papa esorta i leader uruguayani a perseguire il bene collettivo

Il Papa arriva in Uruguay e accende le preghiere di un intero Paese, chiedendo ai governanti di mettere al primo posto il bene di tutti.

Dal 6 all’8 novembre il Santo Padre, conosciuto anche come Pope Francis, ha messo piede in Uruguay, dando inizio a un viaggio che combina momenti di preghiera, incontri istituzionali e una forte chiamata all’unità nazionale. L’evento principale si è svolto a Florida, dove la Vergine dei Trentatré è venerata da decenni, e ha rappresentato l’ultimo impegno pubblico del Pontefice sul suolo uruguayo.

Il viaggio è stato organizzato dal Cardinale salesiano arcivescovo di Montevideo, con la collaborazione della Nunziatura apostolica e della Segreteria di Stato. Insieme a migliaia di fedeli, il Papa ha attraversato la nazione, suscitando un entusiasmo che si è tradotto in numerose iniziative di preghiera, raccolta di intentioni e manifestazioni di solidarietà.

Omelia a Florida: il Papa chiede ai governanti di perseguire il bene comune

Durante la celebrazione nella piccola chiesa di Florida, il Pontefice ha rivolto un appello diretto a chi detiene le responsabilità politiche: “Preghiamo per coloro che hanno la responsabilità di governare, affinché perseguano con rettitudine il bene di tutti; per le famiglie, per i giovani, per chi soffre e per chi si sente lontano da Dio”.

Il messaggio, basato sul motto evangelico «Vi annuncio una grande gioia», ha sottolineato la necessità di una leadership al servizio del bene comune, piuttosto che di interessi particolari.

La dichiarazione è stata accolta da circa 3.500 volontari impegnati nell’organizzazione dei vari eventi, che hanno assicurato la riuscita della visita e hanno messo in evidenza il ruolo attivo della popolazione nella costruzione di una società più solidale.

Preghiere di massa e veglia dello Stadio del Centenario: l’Uruguay si unisce al Santo Padre

Le cinque milioni di preghiere e le otto grandi scatole

La risposta del popolo uruguaiano è arrivata sotto forma di una campagna di preghiera lanciata a metà di ottobre, quando il Papa era ricoverato per l’asportazione di un tumore al polmone. L’iniziativa “L’Uruguay prega per Leone XIV” ha superato la cifra di cinque milioni di preghiere, registrate attraverso un contatore online disponibile sul sito ufficiale del viaggio.

Il culmine della devozione ha avuto luogo sabato 31 ottobre, quando a Montevideo si è tenuta una veglia di preghiera nello Stadio del Centenario. Durante la cerimonia, i fedeli hanno affidato le intenzioni a otto grandi scatole – una per ciascuna zona pastorale della capitale – cui è stato attribuito un significato simbolico legato ai quattro evangelisti, alle tre virtù teologali e allo Spirito Santo.

Papamobile e volontari: i preparativi logistici per l’arrivo di Leone XIV

Presentazione della papamobile e destinazione finale

Il 3 novembre è stata svelata la papamobile che il Pontefice avrebbe utilizzato durante la sua permanenza. Il veicolo, interamente prodotto in Uruguay, sarà consegnato alla Nunziatura apostolica al termine del viaggio; successivamente potrà essere donato a collezionisti o a enti di beneficenza, con i proventi destinati a sostenere le comunità più bisognose.

Oltre alla papamobile, circa 3.500 volontari hanno contribuito ai lavori di preparazione: dall’allestimento delle cerimonie alle attività di catechesi nelle parrocchie, dalle conferenze ai libri stampati per l’occasione. La massa di volontariato ha mostrato come la fede possa mobilitare risorse umane importanti, creando un ponte tra la Chiesa e la società civile.

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