Domani mattina a Bruxelles si riunirà il gruppo di coordinamento UE sul petrolio per definire una posizione comune sulla liberazione delle scorte di greggio e diesel. La riunione, convocata dalla Commissione europea segue un intenso scambio di messaggi tra gli Stati membri dopo le recenti pressioni provenienti dagli Stati Uniti.
Pressioni statunitensi: un invito a sbloccare le riserve di diesel
La sera di ieri, le prime voci di un possibile contatto bilaterale tra Washington e un Paese membro dell’UE hanno attraversato i corridoi di Bruxelles. Secondo fonti interne, la Casa Bianca, guidata dal segretario all’Energia Chris Wright, ha avanzato una proposta di 120 milioni di barili di diesel in un arco di sei mesi, corrispondenti a più di un terzo dei 315 milioni di barili custoditi dall’Unione a giugno, secondo Eurostat.
La proposta è accompagnata da un monito di possibile divieto di esportazione del diesel americano, voluto più come leva negoziale che come reale minaccia.
Dati chiave delle scorte europee
Le riserve sono concentrate soprattutto in Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia. Berlin ha confermato di essere stata contattata, Parigi è stata sondata e un terzo dei Paesi più grandi ha ricevuto la richiesta la settimana scorsa.
Nonostante il rigore dell’avvertimento, gli stessi responsabili americani temono che un blocco alle esportazioni possa danneggiare la reputazione degli Stati Uniti come fornitore affidabile e spingere verso l’alto i prezzi della benzina.
Le regole europee sulla gestione delle riserve di emergenza
Il regolamento UE impone a ciascuna nazione di mantenere una riserva di emergenza pari a almeno 90 giorni di importazioni nette o 61 giorni di consumo interno. Complessivamente, l’UE dispone di circa 39 milioni di tonnellate metriche di diesel e gasolio, equivalenti a circa 290 milioni di barili. Tuttavia, non esiste un magazzino centrale gestito da Bruxelles: le scorte rimangono sotto il controllo nazionale, custodite da agenzie statali o da riserve obbligatorie dell’industria. Francia e Germania detengono circa il 35 % di queste riserve, mentre paesi più piccoli come Belgio o Malta affidano le proprie scorte a questi due hub.
Chi ha l’ultima decisione?
Secondo la portavoce Anna-Kaisa Itkonen, la Commissione europea può solo coordinare gli sforzi e monitorare il rispetto delle norme, ma l’effettiva decisione di immettere petrolio o diesel sul mercato spetta ai governi nazionali. Questo significa che, anche se l’UE può convocare gruppi di coordinamento o task-force per rafforzare il dialogo, non può imporre unilateralmente il rilascio di milioni di barili.
Il ruolo dell’IEA e le recenti promesse internazionali
L’International Energy Agency (IEA) con sede a Parigi, è l’organo che organizza i grandi rilasci di emergenza a livello globale. A marzo, gli Stati membri dell’IEA avevano concordato di immettere sul mercato 400 milioni di barili di petrolio; gli Stati Uniti hanno completato la loro quota, mentre l’Europa, con un impegno di 32,7 milioni di scorte pubbliche e 74,8 milioni di riserve industriali, ha consegnato solo una frazione, come confermato da Fatih Birol, direttore dell’IEA.
Il G7 ha annunciato, poco prima della riunione, l’intenzione di immettere 100 milioni di barili nei prossimi quattro mesi, privilegiando il diesel per contenere l’impennata dei prezzi. La quantità precisa da rilasciare rimane ancora oggetto di discussione tra le capitali dell’UE, ma è chiaro che la coordinazione internazionale è la chiave per evitare disparità di mercato.
Prospettive per i prossimi giorni
Con le elezioni di medio mandato in vista negli Stati Uniti e il prezzo del diesel al picco a causa delle tensioni in Medio Oriente, Washington mira a dimostrare un’azione concreta. Tuttavia, l’effetto di un eventuale blocco all’esportazione sembra svanire, lasciando spazio a una negoziazione più sottile. La riunione di domani a Bruxelles sarà quindi decisiva: definirà se l’UE darà un segnale uniforme alle autorità americane o se lascerà che ogni capitale decida individualmente, mantenendo così la sovranità sulle proprie scorte di emergenza.
