Il vicepresidente ANCE Stefano Betti è stato chiamato oggi, martedì 20 ottobre, a parlare davanti alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati. L’intervento si inserisce nel dibattito sul decreto-legge n. 177/2026 conosciuto come Dl Ambiente, che propone una serie di misure urgenti in materia di tutela ambientale, cambiamenti climatici, economia circolare e bonifiche.
Betti ha sottolineato che, per rendere operative le novità, è fondamentale mantenere intatte le disposizioni che favoriscono il riutilizzo dei materiali sul posto di lavoro.
Le proposte di Betti sulla normativa delle terre e rocce da scavo
Durante l’intervento, Betti ha ribadito che le terre e rocce da scavo non sono rifiuti da smaltire, ma possono diventare una risorsa riutilizzabile se gestite correttamente.
Ha evidenziato che l’articolo 4 del Dl rappresenta “un passo importante verso l’economia circolare”, lasciando spazio al riimpiego nel medesimo cantiere e riducendo così i trasporti, le estrazioni dalle cave e le emissioni di CO₂. L’obiettivo, secondo Betti, è creare un circolo virtuoso dove la materia prima rimane all’interno del ciclo costruttivo.
Articolo 185-ter e soglia dei 20 m³ per i cantieri minori
Un punto centrale della discussione è stato l’articolo 185-ter che introduce una soglia di 20 metri cubi per i piccoli cantieri di reti, allacci, sottoservizi e manutenzioni. Betti ha definito questa misura “proporzionata alle quantità e alla durata dei lavori”, facilitando l’adempimento burocratico per le imprese di dimensioni ridotte. Inoltre, il provvedimento stabilisce un limite di 4 000 metri cubi per il deposito temporaneo, di cui al massimo 800 metri cubi di rifiuti pericolosi, riecheggiando le disposizioni del DPR 120/2017 ma con una maggiore certezza del diritto.
Semplificazioni per l’economia circolare e la gestione dei rifiuti
Oltre alle specifiche sullo scavo, Betti ha promosso le semplificazioni di buon senso introdotte dal decreto, affermando che non riducono la tutela ambientale, ma consentono di concentrare i controlli sui rischi reali. Il provvedimento, secondo lui, elimina sovrapposizioni procedurali, garantendo maggiore certezza alle decisioni di investimento e alle azioni amministrative. “L’obiettivo è tradurre i principi dell’economia circolare in scelte concrete per amministrazioni, imprese e territori”, ha dichiarato, chiedendo che il testo rimanga integri durante l’esame parlamentare.
Richiesta di revisione del DPR 120/2017
Betti ha concluso la sua audizione sottolineando la necessità di una revisione complessiva del DPR 120/2017 che regola la gestione dei rifiuti pericolosi. L’associazione ritiene essenziale confermare integralmente l’articolo 185-ter e accelerare il riordino organico della disciplina, perché la normativa attuale non risponde pienamente alle esigenze operative delle imprese ed è fonte di incertezza. Secondo Betti, solo con un quadro normativo chiaro e snello sarà possibile favorire la rigenerazione dei terreni e sostenere la transizione ecologica del settore delle costruzioni.
