Il Reparto Operativo del Comando Provinciale di Varese ha effettuato, nella mattinata del 4 novembre 2026, una custodia cautelare in carcere nei confronti di un giovane di 27 anni, residente a Luinese, per una serie di reati legati al terrorismo. L’intervento è stato eseguito su ordine del GIP del Tribunale di Milano, su richiesta della Sezione Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Milano.
L’uomo, di origine tunisina, è stato accusato di apologia allo Stato Islamico, di istigazione all’adesione a tale organizzazione e della detenzione di materiale con finalità terroristica. Dopo l’arresto è stato trasferito alla Casa Circondariale di Varese, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria in fase di indagini preliminari.
Il gesto che ha innescato le indagini
L’attività investigativa è partita nel marzo scorso, quando la Polizia locale ha ricevuto una denuncia relativa a una serie di colpi di dardo sparati con una balestra contro il giardino di un vicino.
La perquisizione effettuata nella abitazione del giovane ha portato al sequestro dell’arma e delle relative munizioni, documentando così il possesso di armamento e munizioni da parte del sospetto.
Rilevamenti sui canali social
Gli accertamenti successivi condotti dalla Stazione Carabinieri di Varese hanno permesso di analizzare i profili digitali del soggetto. Su WhatsApp l’uomo aveva impostato un’immagine del profilo accompagnata da una frase contenente minacce di morte rivolte a Stati Uniti e Israele, insieme a video dal contenuto estremamente violento.
Sul canale Telegram pubblico, invece, era presente la bandiera dell’ISIS, unitamente alla sacra Shahada inscritto in modalità propagandistica.
Le autorità hanno inoltre individuato una serie di ricerche su internet volte a scaricare e visualizzare video di esecuzioni sommarie e violazioni dei diritti umani, tutti riconducibili alla propaganda jihadista. In più, il sospetto aveva condiviso tali contenuti con terzi, favorendo la diffusione di materiale terroristico.
Un percorso di radicalizzazione individuale
Nonostante le indagini non abbiano rilevato legami formali con organizzazioni terroristiche né contatti diretti con lo Stato Islamico, i Carabinieri hanno ricostruito un chiaro itinerario di radicalizzazione di matrice islamica estremista. Il giovane ha infatti maturato, in autonomia, competenze operative e conoscenze tecniche grazie all’accesso a contenuti ideologici e video di violenza, procedendo a un auto-addestramento finalizzato alla costruzione di capacità operative.
Il caso evidenzia come la combinazione di propaganda online e la pratica di esercizi con armi improvvisate possano rappresentare un rischio concreto per la sicurezza pubblica, anche in assenza di una rete organizzata. La vicenda è ancora in fase di indagine preliminare e, secondo il principio della presunzione di innocenza, la responsabilità penale del 27enne sarà confermata solo al termine di un eventuale processo.
