Un uomo di successo, con un’attività finanziaria da mezzo milione di euro di fatturato annuo, sarebbe stato vittima per venti mesi di violenze fisiche, minacce e continue vessazioni psicologiche da parte dell’ex moglie. Una vicenda drammatica, consumatasi tra Milano e la Costa Azzurra, che sarebbe culminata in una fuga disperata a Saint-Tropez.
L’imprenditore, seviziato e ormai debilitato, è riuscito a chiedere aiuto soltanto dopo essersi allontanato dalla donna.
Seviziato e imprigionato dalla moglie: l’incubo durato venti mesi
Tutto sarebbe iniziato nell’abitazione della coppia, in corso Vercelli a Milano, dopo una serie di discussioni legate anche alle accuse della moglie, che avrebbe attribuito al marito un presunto contagio da epatite B.
Da quel momento, secondo la ricostruzione della Procura e riportato da The Social Post, sarebbe cominciato un progressivo assoggettamento psicologico. L’imprenditore, che conduceva una vita agiata tra attività professionale, suv e barca, sarebbe stato gradualmente privato della propria libertà.
La donna avrebbe controllato il telefono, i documenti e le disponibilità economiche, impedendogli di mantenere rapporti con amici e conoscenti.
Alle continue intimidazioni si sarebbero aggiunte aggressioni fisiche, percosse, bruciature di sigaretta e umiliazioni. Tra gli episodi contestati figurerebbero anche minacce rivolte alla madre dell’uomo e alla sua reputazione professionale. Un controllo sempre più stringente che, nell’arco di circa venti mesi, avrebbe compromesso profondamente le sue condizioni fisiche e psicologiche.
La fuga a Saint-Tropez e il ricovero: pesava soltanto 53 chili
La situazione sarebbe precipitata il 9 ottobre 2024, quando l’imprenditore sarebbe riuscito a scappare durante un soggiorno nel golfo di Saint-Tropez. Ridotto a pesare appena 53 chili, con vestiti sporchi e troppo grandi per la sua corporatura, avrebbe trovato rifugio in un albergo, dove sarebbe svenuto. Due giorni dopo, al pronto soccorso di Legnano, i medici avrebbero riscontrato un grave deperimento organico e numerose lesioni sul corpo, comprese ustioni e ferite al volto.
Le indagini hanno portato all’acquisizione di circa 30 mila video registrati dalle telecamere di sorveglianza dell’imbarcazione, ritenuti importanti per ricostruire le violenze denunciate dalla vittima. La vicenda è ora al centro dell’udienza preliminare. L’ex moglie, che era anche socia in affari dell’imprenditore, pare sia accusata di maltrattamenti, lesioni aggravate e circonvenzione d’incapace, quest’ultima contestazione relativa alla presunta distrazione di 200 mila euro. Il gip di Milano avrebbe inoltre archiviato la controdenuncia presentata dalla donna. Le responsabilità contestate dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario.
