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Sondaggi politici, l’effetto Vannacci cambia gli equilibri: un partito di governo perde terreno

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Nei recenti sondaggi politici emergono segnali che stanno facendo discutere maggioranza e opposizioni, con numeri capaci di cambiare gli equilibri e alimentare nuove tensioni politiche.

Numeri che cambiano tutto. O quasi. Perché nei palazzi della politica, certe percentuali fanno più rumore di una dichiarazione ufficiale, si parla di sondaggi politici naturalmente.

Nei nuovi sondaggi politici il centrodestra scopre una fragilità inattesa

Il dato che circola nelle ultime ore agita maggioranza e opposizioni. E no, non riguarda tanto il consenso personale di Giorgia Meloni.

Il punto vero, secondo il nuovo sondaggio Bidimedia rilanciato da The Social Post, è un altro: il centrodestra appare improvvisamente meno compatto, forse più fragile? Quasi nervoso.

La coalizione di governo, stando ai numeri pubblicati il 10 maggio, si fermerebbe infatti al 42,6%. Dall’altra parte il cosiddetto campo largo arriverebbe al 45,7%.

Tre punti circa. Un sorpasso che fino a pochi mesi fa sembrava improbabile. Forse addirittura impossibile…

E dentro questi sondaggi politici c’è soprattutto un nome che continua a pesare: Roberto Vannacci.

Il generale, dopo la rottura traumatica con la Lega, mantiene infatti un consenso autonomo stimato tra il 3 e il 4%. Una percentuale che sulla carta potrebbe sembrare limitata.

Ma nel sistema delle coalizioni italiane quei punti diventano dei dati pesantissimi. Sì, perché vengono sottratti quasi interamente all’area sovranista. E soprattutto al leader della lega: Matteo Salvini.

La Lega infatti scenderebbe al 6,2%. Un dato che, per chi ricorda il partito oltre il 30% soltanto pochi anni fa, fa impressione. Eccome.

Fratelli d’Italia prova invece a recuperare terreno e tornerebbe al 27,8%, mentre Forza Italia salirebbe al 7,8%. Ma il problema, sembrerebbe strutturale: la crescita degli alleati non basta a compensare il crollo leghista.

Nei corridoi parlamentari c’è chi teme che Vannacci stia diventando qualcosa di più di una semplice candidatura con effetto “noise”. Una specie di calamita per quell’elettorato di destra più radicale che oggi non si riconosce più del tutto nella linea governativa di Meloni. E la questione, inutile girarci attorno, inizia a preoccupare davvero.

Perché i sondaggi politici mettono Salvini davanti al momento più difficile

Il paradosso è evidente. Più Giorgia Meloni prova a rafforzare il proprio profilo internazionale e istituzionale, più si apre spazio alla sua destra. Uno spazio che Roberto Vannacci sembra aver occupato con estrema facilità. O almeno così raccontano gli ultimi dati.

E Salvini? È il leader che rischia di pagare il prezzo più alto.

Secondo quanto riportato nell’analisi pubblicata da The Social Post, il segretario della Lega appare nel mezzo di questa pressione. Da una parte Meloni, ormai percepita come figura di governo stabile. Dall’altra Vannacci, che intercetta l’elettorato più identitario e conflittuale. In mezzo lui. Sempre più stretto, fra queste due identità politiche diverse.

Nel frattempo il campo largo resta tutt’altro che compatto. Non esisterebbe ancora una leadership condivisa, almeno per il momento, non c’è un programma comune definito e le differenze tra Pd, Movimento 5 Stelle e sinistra radicale restano enormi. Però i numeri, almeno oggi, sorridono alle opposizioni.

E c’è un dettaglio che nei palazzi della politica non sta passando inosservato. In queste ore, né a destra né a sinistra, qualcuno sembra avere davvero voglia di esporsi troppo su questi sondaggi politici. Il motivo è semplice. Alle elezioni manca ancora molto. Però la sensazione, dietro le dichiarazioni prudenti e i toni bassi, è che qualcosa abbia iniziato a muoversi sul serio.