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Giuseppe Conte a cuore aperto sulla malattia del figlio: "È stato faticosissimo"

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Tra Palazzo Chigi e la pandemia, il racconto inedito di Giuseppe Conte tra politica e fragilità personale, segnata anche dalla malattia del figlio.

Nel podcast One More Time, Giuseppe Conte ripercorre alcuni dei momenti più intensi della sua vita, intrecciando la dimensione pubblica della sua esperienza da premier con quella privata. Tra politica e pandemia, emerge il racconto di un periodo segnato da decisioni difficili e da una forte prova personale legata alla malattia del figlio.

L’ascesa di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi: il racconto nel podcast “One More Time”

L’intervista a One More Time ha offerto anche uno spazio di riflessione più ampio sul lato emotivo della sua esperienza politica. Conte ha ammesso che, nonostante l’immagine pubblica di uomo sempre controllato, in molte circostanze ha vissuto momenti di forte fragilità emotiva, arrivando spesso a trattenere le lacrime durante la gestione della crisi pandemica.

Ripercorrendo invece la sua ascesa a Palazzo Chigi, l’ex premier ha raccontato come la sua nomina sia nata in un contesto politico complesso e tutt’altro che pianificato. Ha ricordato il passaggio televisivo di Matteo Renzi da Che tempo che fa, che cambiò improvvisamente gli equilibri: “Questo governo con la Lega non è stato un governo di elezione, di scelta, è stato un governo, bisogna dirlo, di necessità“.

In quel contesto inatteso arrivò la proposta di guidare il governo: “Io ero a fare le mie cose tranquillamente, né pensavo che potesse mai arrivare a me“. Poi la telefonata decisiva di Luigi Di Maio: “Guarda Giuseppe, la situazione è molto complicata. Io ti chiederei la cortesia di venir qui a fare un colloquio con Salvini“. Da lì prese forma l’incontro con Matteo Salvini e l’inizio della sua esperienza a Palazzo Chigi.

La confessione di Giuseppe Conte sulla malattia del figlio: “Un’angoscia terribile”

Nel corso dell’intervista rilasciata a One More Time, l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha condiviso un aspetto profondamente privato della sua vita durante gli anni della pandemia, un periodo segnato non solo dall’emergenza sanitaria nazionale, ma anche da una difficile vicenda familiare. Per la prima volta, ha parlato della malattia del figlio Niccolò, un dettaglio che – come ha precisato – non era noto nemmeno ai suoi collaboratori più vicini.

Conte ha ricordato con grande coinvolgimento emotivo quei momenti: “Nel periodo del Covid si è ammalato. È rimasto addirittura a letto per quasi due anni. Poi a un certo punto si è sentito un po’ meglio, io lo accompagnavo a scuola la mattina con la carrozzina“. Ha poi aggiunto il peso psicologico vissuto in quel periodo: “Questa cosa mi ha angosciato tanto, perché avere un figlio che non si muoveva, un figlio sofferente, è stata un’angoscia terribile. Cercavo di tenerlo al riparo, tentavo di distrarlo quando c’ero io. La sera gli leggevo qualcosa, noi avevamo sempre questa abitudine, però è stato faticosissimo“.

Solo dopo due anni difficili la situazione è migliorata: “Niccolò è uscito da questi due anni angoscianti e mi ha reso il papà più felice del mondo“.